IL PENDOLO E LA CAPACITÀ RADIESTESICA UMANA

Gli antichi cinesi, nella loro saggezza e conoscenza, hanno sempre definito l’uomo come un’antenna tra la terra e il cielo. Partendo da questo concetto dell’uomo come antenna, ricevente ed emittente, possiamo comprenderne il funzionamento come rabdomante e radioestesista. (Cit. Tiziano Guerzoni). Molto spesso l’uso del pendolino è stato associato ad attività magiche e predizione del futuro, in realtà, l’uso di questo strumento è antico, si può dire quanto l’uomo, anche se solo in tempi moderni è stato riconosciuto come disciplina ed è stato creato il neologismo associato, ovvero la radiestesia. La Radiestesia o fenomeno radiestesico è la capacità umana di entrare in contatto con la propria parte più percettiva che permette l’accesso al campo di coscienza collettiva da cui trarne informazioni, prendendo consapevolezza che siamo esseri multidimensionali. Attraverso strumenti come il pendolino, il biotensor e altri, che captano micro impulsi involontari dell’operatore, ma anche semplicemente con il nostro corpo e l’uso di grafici e ventagli, abbiamo accesso a tutte le informazioni che ci servono del mondo visibile e invisibile, permettendoci di poter fare indagini utili in ogni campo. A seconda del tipo di indagine abbiamo poi, la geobiologia che si occupa di studiare le perturbazione terrestri e la rabdomanzia che si occupa di trovare le vene d’acqua sotterrane, tutte energie dannose per l’uomo. C’è anche una parte di Radiestesia detta attiva che consiste nell’inviare rimedi attraverso pendolo e intento, informando l’acqua o attraverso grafici radionici, per migliorare energie di ambienti e persone. Credo che il modo migliore di approcciarsi all’uso della Radiestesia sia con umiltà creatività e intuito.

Personalmente non uso il pendolino per predire il futuro ma piuttosto per fare un’analisi del presente e di ciò che ha portato ad essere come si è per migliorare il nostro futuro. Fondamentale, per chi si approccia a quest’arte, è mantenere un stato di vuoto interiore perché è possibile influenzare le risposte con i nostri pensieri e la nostra mente. A questo proposito non uso mai il pendolo per risposte veloci senza aver prima fatto una piccola meditazione di centratura perché la prima risposta è quella che conta, le seguenti verranno immancabilmente sfalsate dal nostro mentale. Ognuno di noi deve trovare il proprio mezzo per fare spazio e lasciar fluire , vi riporto la mia tecnica ma è fondamentale che ognuno ricrei il metodo che sente appartenergli di più. Mi piace l’idea di creare uno spazio “sacro” in cui sentirmi protetta e dove possano entrare solo le buone energie. Prima di iniziare qualsiasi seduta o trattamento, faccio un piccolo rituale che consiste nel bruciare della salvia bianca (che ha un alto potere purificante)o sei in quel momento non ne ho, uso un incenso, con l’intento specifico di pulire l’ambiente circostante da tutte le energie basse, dopodiché, per qualche minuto mi dedico a suonare la campana tibetana che mi permette di entrare in uno stato di meditazione e allo stesso tempo, attraverso il suo suono purifica l’ambiente circostante. Infine recito un’invocazione che ho scritto personalmente (cosa che vi consiglio di fare, poiché ne amplifica l’intento) in cui chiedo esplicitamente di creare uno spazio sacro e protetto, dove tutto ciò che arriva sia fonte di luce per il massimo bene delle persone coinvolte. Usare il pendolo è un gesto sacro e può essere utile per indagare tanti aspetti della nostra personalità che non sono in luce, per un evoluzione consapevole della nostra anima.

Fatene buon uso! Veronica Drammissino

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