L’EGO, IL SOVRANO E ALTRE STORIE….


Buongiorno, cari amici del blog di SpazioFehu e ben ritrovati. In questo articolo parliamo di ego e numeri. Ci sono numeri più “egocentrici” di altri? In verità, non esistono numeri buoni o cattivi, belli o brutti. Tutto dipende da come un individuo usa le energie che ha a disposizione, nella propria carta numerologica. Prima di procedere, mi sono però chiesta effettivamente cosa sia il tanto demonizzato ego! Da un punto di vista psicologico, l’ego può definirsi come una struttura complessa che guida il nostro modo di pensare, di comportarci o di esternare o meno le emozioni. L’ambiente in cui siamo cresciuti- che in numerologia si evince dal primo ciclo di vita – influenza fortemente la nostra anima, fin dal primo respiro che emettiamo. Molte etichette che ci appiccichiamo addosso fanno parte del nostro ego, ad esempio. L’ego dunque è un sistema di forme-pensiero con il quale siamo fortemente identificati. A me piace pensare alle tante maschere che indossiamo, che pure ci servono per rapportarci con la società e con gli altri. Il problema sorge quando siamo troppo identificati con un ruolo, piuttosto che un altro, dimenticandoci che in noi abitano tanti Dei e tante Dee.

A tal proposito questa mattina ho fatto dei consulti in cui l’otto, associato all’Archetipo del Sovrano, ha dominato la scena. La cosa che più mi ha colpito è stato il tema della ferita da ingiustizia, o percepita dal nostro ego come tale. L’otto, il cui segno grafico ricorda il simbolo dell’infinito, solitamente caratterizza una persona lucida e realista che si trova a proprio agio con quell’energia che si chiama denaro. Il Sovrano, se usato con consapevolezza è quell’archetipo che più di tutti può aiutarci a realizzare i nostri sogni e ad essere padroni del nostro regno interiore. Le cose si complicano quando al Sovrano, subentra il Tiranno, il suo lato Ombra. Il confine tra luci e ombre è sottile, se non illusorio! L’otto è il più maschile fra i numeri femminili e quando il Tiranno prende il sopravvento, possiamo essere in presenza di un individuo arrogante ed egocentrico, privo di qualsiasi empatia e scrupoli, interessato solo ai propri profitti. Qui il dominio della mente iper-controllante e della fredda razionalità dominano la scena, a discapito della verità del cuore. Quando questo accade alla fine il nostro regno si trasforma in una landa arida e desolata.  

Talvolta però dobbiamo essere feriti affinché entri la luce ed esca il meglio di noi stessi. Talvolta dobbiamo incontrare un Tiranno che ci faccia metaforicamente “a pezzi”, smontando una alla volta ciò che crediamo di essere, affinché la smettiamo di dare la colpa e il potere agli altri. Ciò significa smettere di essere “vittime” in balia degli eventi e ritornare ad essere Sovrani del nostro regno interiore. Se incontrate un Tiranno, provate a osservarlo non dal punto di vista dell’ego, che giudica e separa, ma dalla compassione, dall’accoglienza e dalla verità del cuore. Cercate le parti in Ombra che vibrano con il vostro Tiranno interiore, abbiate il “cuoraggio” di guardarvi nel profondo e chiedervi: “qual è lo scopo di questo incontro”?” La risposta non vi arriverà dalla mente, ma potrete percepirla come un lieve sussurro che sale dall’anima, poi mettetevi difronte allo specchio e donatevi un grande abbraccio.

Tiziana Fenili. 

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