SIAMO SICURI DI ESISTERE? Relazione e confine

 





Ed eccomi qui con un caffè, a scrivere questo articolo che ho rimandato per molto tempo. 

Confine e relazione, due termini che entrano in collisione tra loro dentro la mia mente, perché la prima parola mi da un senso di chiusura e la seconda di apertura. 

Andiamo per gradi. Che cos'è la relazione per te? 

Per me, in base alla mia esperienza, la relazione è la sorgente in cui vi è la certezza di esistere in quell'istante, attraverso le parole, l’arte, la scrittura e il respiro.

Quando pensiamo a questo termine, immaginiamo subito un rapporto tra esseri umani, o un rapporto tra esseri del pianeta, e nel mentre arrivano un sacco di emozioni, vero? Ma voglio andare più in profondità. 

Noi pensiamo di essere in un modo, idealizzando noi stessi attraverso il nostro comportamento con “ Io sono in questo modo, io reagisco così”. Ma il più delle volte, per non dire sempre, siamo il risultato anche del nostro vissuto, della società, di memorie innate, della famiglia di appartenenza e dell’apparente illusione di sapere cosa sia il giusto per noi nel dire, fare e dimostrare. In qualche modo ci “sporchiamo” senza esserne del tutto consci. 

E poi? 

Ritorniamo alla relazione con noi stessi e ci accorgiamo di respirare, esigenza necessaria per ripulirci. Ritornare a noi, come un reset per svuotarci da contaminazioni mentali di sovraccarichi di energia, atto di grande pulizia profonda. 

Non possiamo fare a meno di relazionarci, è parte della nostra natura e questo può portare l’essere umano ad una costante ricerca, a volte ossessiva, di comprendere chi è  e cosa  è realmente. 

E lo fa attraverso l’esperienza e l’espressione di sé, mostrandosi come pensa di essere. Con il bagaglio di giudizi e limiti che lui stesso si da. 

Ma così facendo, perdiamo la nostra naturalezza. E quindi qual'è la dose giusta? Ed è qui, secondo me, che appare il termine confine.  

Come se ci servisse un controllo,  una definizione e limite per non deludere l’ immagine che ci siamo fatti nella nostra mente.  Chi ha voglia di percepire l’ebbrezza di sentirsi vulnerabile, imperfetto e inesistente? Per esempio,  scoprire di non essere simile all'idea di perfezione che abbiamo dentro la nostra testa ed entrare poi, in una crisi nella quale fatichiamo a riconoscerci. Come la scoperta di verità  tanto scomode quanto evolutive  che ci destano. 

Ho sempre pensato e sono sempre più sicura che viviamo in una multi dimensione in cui spazio e tempo in realtà non esistono e che questa realtà non ha dei veri e propri confini.  Anzi forse il primo “ auto-limite” è proprio questo: definirci in una forma per esistere. 

E se ti lasciassi andare a diversi modi di essere, osando e sperimentando cose nuove ? Magari anche scomode?  

Cosa potrebbe mai accadere? 

Ne saresti capace? 

Ti saluto con una poesia e  breve messaggio estratto dagli archetipi e rune:

La ricerca di esistere è insita nell’essere umano, dove lui stesso è la forma perfetta e il risultato di questa esperienza.  Siamo linee che cercano di unirsi per superare i confini di un foglio bianco con il timore di perdersi e svanire. Una calamita che ci attrae e nello stesso tempo ci fa paura. 

Essere è il risultato che va al di fuori di ogni controllo, un mare fluido di non forme, un foglio bianco che aspetta di essere riempito. 


Astro Miki

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