L’AGRIFOGLIO

 








Oggi conosciamo l’Agrifoglio, pianta originaria del Regno Unito e dell’Europa centrale che, secondo il calendario celtico, influenza il periodo compreso tra l'8 luglio e il 4 agosto... "Ma io pensavo fosse associato all'inverno!" Direte voi. Avete ragione, questo arbusto è da sempre connesso ai mesi freddi, ma in realtà fiorisce in estate; solo le bacche compaiono verso dicembre. È comunque sempre stato al centro delle feste invernali, dai Saturnali romani al Natale cristiano e ancora prima usato durante i festeggiamenti del Solstizio. 

L’uso di questa pianta ha origine in Irlanda: è un sempreverde che poteva essere usato anche dalle famiglie più povere per decorare le abitazioni. 

Nelle antiche tradizioni, il Re Agrifoglio è rappresentato con una lunga barba bianca e un sorriso radioso e porta i suoi regali a chi ha conservato in sé uno spirito bambino. Vi ricorda qualcuno? 🎅

In Celtico il suo nome significa Fuoco: è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno, alla paternità e anche alla nostra Stella: le lucide foglie verde scuro e le bacche scarlatte si notano subito nella neve candida e trasmettono calore, vitalità e allegria; tali particolarità ne hanno fatto un inno alla rinascita del sole caldo e luminoso sul gelo invernale e un augurio di gioia e buona fortuna per l’anno che deve venire. Era perciò usanza regalare dei rametti di agrifoglio alle persone amate qualche giorno prima del Solstizio d’Inverno, il momento più buio dell'anno, a seguito del quale le giornate tornano ad allungarsi: rappresentavano quindi la rinascita oltre la morte. Venivano però spazzati fuori casa subito dopo la festa per lasciarsi simbolicamente alle spalle tutto ciò che apparteneva al passato, pronti a cominciare un nuovo ciclo. 


I druidi credevano che possedesse qualità protettive ed era utilizzato contro le energie negative, fornendo aiuto e sostegno in ogni sorta di battaglia spirituale: per questo, con il suo legno, venivano costruite porte di abitazioni, ma anche armi, come lance e scudi. I fiorellini bianchi erano appesi alla maniglia dell’ingresso per ostacolare l’accesso a persone o entità dannose. Anche le spine appuntite delle foglie mostrano la naturale funzione di difesa verso ciò che è pericoloso o ostile. I neonati venivano protetti con l’Acqua di Agrifoglio, spruzzata sotto forma di distillato oppure preparata mettendo le foglie in infusione. Durante i mesi invernali le popolazioni tagliavano i rami o facevano talee da portare in casa per fornire riparo alle fate contro il freddo e queste, in cambio, sarebbero state gentili con chi dimorava lo spazio. 

Le foglie erano usate per curare raffreddore e febbre, ma se polverizzate e messe in infusione servivano per preparare un tè curativo contro il morbillo; se bruciate e ridotte in cenere, si otteneva una bevanda utile in caso di pertosse.

Anche i Romani credevano nella capacità della pianta di difendere dalle energie malvagie e per questo ne appendevano ramoscelli alle porte. I Cristiani ne fecero un loro simbolo, associando le bacche rosse al sangue di Cristo e le foglie alla corona di spine indossata da Gesù.

Gli etruschi lo consideravano potente e pericoloso, posto a confine della città, ma mai coltivato all’interno dei giardini domestici, forse anche perché i suoi frutti sono velenosi per l’uomo. 

Ancora oggi, in erboristeria, si utilizzano alcune parti della pianta: le radici sono diuretiche e la corteccia febbrifuga e antisettica (entrambe staccate in autunno); le foglie sono calmanti per la tosse.

È Holly nei fiori di Bach: trasforma gelosia e invidia in amore per sé e per gli altri. 


Vediamo ora cosa ci racconta il suo Spirito:

"Sono qui, sono io, sono l'agrifoglio... verde e rosso e un po' bianco. Sono io, sono una pianta magica, sono considerata da sempre un toccasana: purifico l'ambiente, lo purifico dalle energie, creo come una bolla di benessere intorno a me, una bolla di protezione, una bolla di leggerezza intorno a me. Ho questa capacità di abbracciarvi in uno spazio protetto e leggero, come trasportarvi sull'Isola-Che-Non-C'è, in un mondo felice, magico, fatato, un mondo dove il vostro cuore di bambino ancora può saltare e scorrazzare, sentirsi libero di essere semplicemente se stesso nella gioia. Ho questa capacità di alleggerire le tensioni e l'aria circostante, di rendere tutto sereno. Un abbraccio contenitore nel quale potete sentirvi al riparo, al sicuro ed esprimere anche le vostre parti vulnerabili, quelle che magari sono state in passato criticate. Con me c'è spazio, c'è spazio per essere voi stessi, anche quelli - anche quel voi stessi - che gli altri non hanno accettato quando eravate piccoli. Con me si può: si può tirare fuori la spensieratezza, si può tirare fuori la fragilità, la dolcezza, la bellezza di quello che siete, una certa frivolezza che è stata giudicata magari e non vi concedete di tirare più fuori. Con me si può, vi accompagno, vi ci accompagno proprio. Stare vicino a me è come entrare in un altro mondo, un mondo magico dove vivono creature magiche, dove potete ancora credere nelle favole, dove potete ancora credere nei sogni che si realizzano. Se avete bisogno di questo, di credere ancora in qualcosa, di credere nei vostri sogni, io ci sono. State vicino a me per un po' oppure portatemi in casa e occupatevi di me: riempirò l'aria di questa magia, come se poteste annusarla, respirarla e farvi trasportare in un mondo bello, incantato. Se avete bisogno di uscire un po' dalla durezza del mondo, dalle costrizioni, dalle rigidità, dalle eccessive responsabilità, affidatevi a me per un po', vi aiuto in questo, vi aiuto, davvero. Lo faccio col cuore, lo faccio volentieri! È quello che sono, è quello che esprimo. È così bello potervi accompagnare, portandovi per mano in questo mondo fanciullesco, dove tutti siete nati e a cui tutti potete fare ritorno ogni tanto perché fa bene, vi fa bene, fa molto bene. Io ci sono, chiedetemi, lo faccio davvero col cuore: è così bello vedervi tornare a sorridere leggeri, spensierati. È così bello. Grazie.." 


Vi ricordate quel Re Agrifoglio che porta doni a chi ha la capacità di mantenere il suo spirito bambino? 

Eccolo qui, è lui: quello che crea uno spazio protetto in cui poter tornare bambini, innocenti e leggeri; quello che ci trasporta in un mondo magico dove tutto è possibile.

Quanto mi piace incontrare gli Spiriti dei nostri amici alberi e poi scoprire che ciò che mi raccontano coincide con quello che gli antichi credevano riguardo alla pianta. Trovo meraviglioso che da secoli e secoli questi fratelli ci accompagnino e siano desiderosi di aiutarci con le loro qualità. 

Madre Natura ci ha messo a disposizione tutto ciò di cui abbiamo bisogno, non trovate? 


Con Amore

Layla 💜


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