IL CONFINE NELLE RELAZIONI (Per provette Crocerossine) – VIAGGIO SCIAMANICO


 Il mio Viaggio inizia con la visione di uno dei miei Animali Guida, quello che si occupa del Recupero dell'Anima, una tecnica sciamanica molto potente. Può capitare infatti di perdere o cedere delle parti di sé, in genere a causa di episodi dolorosi, ma anche per altri motivi. Quando questo accade ci sentiamo incompleti e inconsciamente siamo alla ricerca di quel pezzo di noi che, allontanandosi, porta via con sé anche delle qualità che ci appartengono, delle risorse. 

Ero sorpresa di trovare questo Spirito, non comprendevo il motivo della sua presenza in relazione all'intento del mio Viaggio. 

L'Animale Sacro mi si avvicina e prende dal centro del mio petto un cristallo rosso, vola fino ad una persona a me molto cara e glielo dona. Questa ne è molto felice e dopo un attimo offre con le mani un altro cristallo che la guida porta a me: me lo infila direttamente in bocca e istantaneamente il mio sorriso si allarga e si riempie di una potente energia. Solo allora capisco: stavo trattenendo un pezzo di Anima dell'altra persona e lei ne tratteneva uno mio, un po' del mio sorriso. Compreso questo ci avviciniamo e ci abbracciamo forte, colmi di gioia poiché ogni cosa aveva ritrovato il suo posto.

Solo a quel punto la Guida inizia a parlare:

"A volte ci si confonde un po' troppo. A volte ci si mescola così tanto da dimenticarsi di se stessi. Non è buono questo, non è sano. A volte ci si vuole così aiutare che ci si scambiano dei pezzi di cuore tra l'uno e l'altro, per sostenersi, per aiutarsi, sperando di fare qualcosa di bello, qualcosa di buono, qualcosa di utile. Ma non è così, ognuno deve rimanere intero, ognuno deve rimanere centrato, altrimenti non ha senso.

Se tu sei fatta a strisce e l'altro è fatto pois e pensando di aiutarvi doni tu le tue strisce all'altro e lui i suoi pois a te... tu ti ritrovi a strisce con una parte a pois e lui si ritrova a pois con una parte a strisce, che senso ha? Non ha senso. Non aiuta nessuno, anzi.. anzi voi vi sentite strani, incompleti. E allora poi cercate sempre l'altro per ritrovare quel pezzetto che avete donato: si crea una dipendenza. Non è buono questo, non è buono. Le persone, lo sapete, hanno in sé la cura per la loro malattia. C'è un confine anche nell'aiutare gli altri, anche le persone con cui si è più intimità, le persone con le quali siete molto legati. C'è sempre un confine. Il confine è la possibilità di essere sempre se stessi, altrimenti farete le cose per l'altro e questo, nell'universo, non va bene.

Prendersi cura, amare, donare affetto è bellissimo, ma non si può surclassare se stessi facendo questo. Bisogna innanzitutto ascoltare i propri bisogni primari: se donare all'altro significa perdere per sé davvero non ha senso, non ha senso... non ha proprio senso e la relazione non ne trae beneficio da questo, per niente! Vi sentite entrambi incompleti, insicuri, instabili; mentre se vi ponete l'uno di fronte all'altro integri avete tutte le capacità di camminare insieme e accompagnarvi senza perdervi. Se vi ponete l'uno di fronte all'altro rispettosi dei limiti dell'altra persona, non chiedendo all'altro di soddisfare i vostri bisogni e le vostre aspettative, allora anche la relazione sarà più felice, più viva, più fluida, più gioiosa, molto molto di più rispetto a quando perdete dei pezzi di voi pensando di fare il bene dell'altro. L'altro, in realtà, non se ne fa niente. È come quando date consigli non richiesti, non hanno senso. Cosa se ne fa l'altra persona? Poco e niente perché non è il suo modo, non è la sua modalità. Ognuno deve trovare in sé la propria modalità quindi aiutare l'altro non vuol dire dare troppo di se stessi. Aiutare l'altro è un incoraggiare l'altra persona a tirare fuori da se stessa la medicina di cui ha bisogno. Fermatevi lì, non andate oltre. Non andate oltre, l'universo provvede e sostiene ognuno. Non serve fare questo, all'altro non serve, anzi si sente ancora più confuso. E voi vi sentite più stanchi, più instabili. Non ha davvero senso, credetemi, non ha davvero senso. 

State coi piedi ben piantati a terra dove siete. Anche questo aiuta l'altra persona: mostrarvi nel vostro spazio, completi, è un esempio per l'altra persona.

Se voi siete sulla strada della felicità e l'altro no, che senso ha spostarvi sulla strada della non-felicità per aiutare l'altro? Non ha senso, è meglio se voi state sulla strada della felicità e allungate una mano verso l'altro, senza tirarlo, solo una proposta. E se l'altro vi segue sulla strada della felicità, allora questo sì che ha senso, ma se l'altro non vi vuole seguire va bene, è la sua scelta. Ma voi state sulla strada della felicità e forse, guardandovi, prima o poi anche l'altro farà quel passo che lo porterà fuori dal dolore, per fare come voi.

Non aiutate nessuno calandovi nel baratro: lo aiutate se ne state fuori e gli lanciate una corda e lui poi sceglie se aggrapparsi oppure no. 

Date un tempo e se vedete che l'altro non fa, alzate i tacchi e andate via, proseguite, non potete fermarvi per un'altra persona. Questo è il confine, questo è il limite. È una cosa sana, sana per tutti, per entrambi. È sano anche per l'altro questo. Due persone in fondo al baratro non combinano più niente, ma due persone fuori dal baratro questo sì, quelle sì... ma per arrivarci dovete starne fuori e augurarvi che anche l'altro voglia seguirvi fuori dal baratro.

Spero sia chiaro. In bocca al lupo a tutti quanti e un abbraccio da tutti noi" 


Voler aiutare l'altro a tutti i costi può esprimere un disequilibrio interno, qualcosa di irrisolto che forse ci portiamo dall'infanzia. Se non ce ne accorgiamo rischiamo di invadere la libertà di scelta altrui e di caricarci di responsabilità che non ci appartengono. Perdiamo tempo ed energia inutilmente e si crea sofferenza. 

Le similitudini che ci offre la Guida esprimono bene il concetto di confine che c'è tra aiutare e incatenarsi in una relazione, un limite che serve a salvaguardare se stessi e gli altri. Non si parla solo di rapporti sentimentali, anche tra amici e familiari può avvenire questo.

Io credo che rendersi conto di una simile dinamica in atto sia un primo passo per smettere di nutrirla e per accorgersi del punto in cui siamo e di cosa stiamo facendo.

Sto seguendo il volere della mia anima o quello della mia personalità? Cosa chiede davvero il mio cuore? 


Con Amore 

Layla 💜


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