Perché è così difficile connetterci alla nostra Anima?


Ormai lo vediamo scritto sui muri, tipo graffito, “Siamo esseri spirituali che fanno un’esperienza terrestre e non viceversa” …ma un conto è saperlo, un conto è considerarlo vero nell’essenza. Ci sono una miriade di concetti che mentalmente sono fin troppo chiari ma che poi, nella pratica, non vengono integrati e restano lì a fare da soprammobile alla nostra spiritualità da libretto rosa.

Perché è tanto difficile, una volta compreso il concetto, incarnarlo pienamente?

Innanzitutto, dobbiamo capire che il concetto viene accolto dalla personalità, ovvero dalla macchina o, se preferite, dallo strumento, utile a questa specifica incarnazione. Il nostro corpo mentale accoglie l’informazione e questa informazione crea una reazione emotiva…e proprio lì sta il problema! Ogni informazione atta a “risvegliarci” all’anima, in qualche modo scatena la belva che c’è dentro di noi, quella belva che si rende conto di quanto dovrà sacrificare di sé per dare spazio a qualcosa di più grande!

Quando ho compreso che l’unica azione possibile per l’uomo era il silenzio, in modo da divenire STRUMENTO PERFETTO sotto il dominio dell’anima, qualcosa dentro di me è scattato: “Ma tutta sta fatica per diventare un c***o di burattino?!”.

Già! Perché l’anima abbia il giusto spazio e possa manifestare pienamente la sua potenza nell’incarnazione attuale, io, Jlenia, devo farmi da parte!!! Continuo ad esserci, ma, come strumento che accoglie l’azione perfetta orchestrata dall’anima, sarò in attesa di sapere cosa devo fare ogni secondo, in una reale e continua azione che non parte da me. Non mi è piaciuto, ma questa è solo la limitata visione della personalità che non vuole cedere il passo, che vuole essere protagonista indiscussa della vita che crede sua e a cui è attaccata visceralmente.

Il controllo che bramiamo ci frega! L’impressione illusoria di avere un controllo e la paura raggelante di perderlo ci fregano!

Questo è il motivo per cui non è così immediato seguire i dettami dell’anima una volta che qualcuno ci ha spiegato come fare. È come se avessimo a che fare con un bambino capriccioso che crede di poter gestire tutto senza averne le competenze. Quel bambino ha un genitore permissivo, l’anima, che lo crescerà fino a fargli accogliere pienamente il suo ruolo…anche se ci vorranno vite. Lo lascia strepitare e resistere, ribellarsi e urlare, ma continua a metterlo a confronto con situazioni che lo aiuteranno a crescere e a abbandonare, pezzo per pezzo, tutto ciò che non è davvero vita e che lo limita anche se non se ne accorge.

Dobbiamo continuare a fare la nostra vita, cercando di muoverci secondo coscienza si dice, e sarà proprio lei, la nostra Anima Padrona, a fare in modo che tutto avvenga passo passo. Certo un aiutino ogni tanto dovremmo darlo, proviamo a non essere costantemente ostacolanti!

Jlenia Adain – Monade Runica

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