Il Biancospino

Il biancospino è un arbusto spinoso perenne che fiorisce in aprile-maggio. È originario dell’Europa, del Nord Africa, dell’Asia occidentale e del Nord America; predilige le zone montane, ma si adatta bene a tutte le aree ricche di cespugli e boschi.

È una pianta particolarmente venerata nelle isole britanniche e il fiore è simbolo di fertilità. Rappresenta la donna selvaggia che si rinnova ogni anno nel ciclo della vita; ritroveremo questo aspetto tenace nel suo insegnamento di oggi.

Per i Celti questo arbusto era legato al Piccolo Popolo: essi credevano che un biancospino cresciuto spontaneamente sulla cima di una collina indicasse un luogo sacro popolato dalle fate; si pensava addirittura che addormentarsi ai suoi piedi potesse trasportare la persona in questo magico regno incantato. In inglese il biancospino viene tutt'ora chiamato anche May, cioè Maggio: di questo mese infatti è il guardiano (precisamente, nel calendario Celtico, dal 13 maggio 9 giugno) e la raccolta delle sue fronde era concessa solo il giorno di Beltane nel quale, secondo la tradizione, le fate erano felici di condividerne i fiori con gli uomini.

Si diceva proteggesse dai fulmini e dagli Spiriti maligni e per questo era usanza appendere i suoi rametti alle porte delle case, delle stalle e dei fienili. Così facendo ci si assicurava la presenza di armonia, gioia e amore, i doni delle fate. Il compito forse più importante di cui era investito era però quello di proteggere le sorgenti e le polle di acque sacre; per questo ancora oggi in Irlanda le fonti sono attorniate da alberi di biancospino.

Greci e Romani lo usavano per adornare gli altari durante i riti nuziali.

Nel Medioevo era usanza mettere un albero di biancospino nella piazza del paese, durante il mese di maggio; questo veniva addobbato e si celebravano feste con danze propiziatorie per attirare prosperità per la comunità intera. 

Il Biancospino viene oggi chiamato la “valeriana del cuore” per i suoi effetti benefici sull'organo: vasodilatatore, cardiotonico, ansiolitico, riequilibra la pressione arteriosa, dilata le arterie coronariche migliorando l’afflusso del sangue, elimina le aritmie. È un ottimo rimedio per i disturbi quali palpitazioni, dispnea, dolore toracico e vampate congestizie: assumerlo restituisce serenità emotiva e mentale, producendo una piacevole sensazione di benessere. La corteccia, staccata in autunno, è febbrifuga. I fiori, raccolti in primavera, sono sedativi antispasmodici. I frutti sono diuretici.

In cosmetica è utilizzato per la sua azione astringente. In cucina trovano impiego i frutti per bevande fermentate e per produrre una delicata marmellata lievemente astringente.

Con le bacche è possibile preparare tisane o infusi, da bere anche solo per la loro dolcezza. Ovviamente bisogna sempre farsi consigliare da un esperto, in particolare se vogliamo utilizzarla per il suo effetto terapeutico poiché, in dosi elevate, può diventare tossica.

Nel mio Viaggio sono arrivata su un terreno ricoperto di spine. Non ho compreso subito il motivo, ma poco dopo lo Spirito del Biancospino ha iniziato a parlarmi… 

"Pungo! Ho un'energia pungente.

Come una lama arrivo dritto al punto, sono diretto. Non mi faccio molti problemi: quello che c'è c'è, non sto a perdermi nei fronzoli, vado diretto! Taglio, squarcio i blocchi, ciò che impedisce all'energia di passare. Sono un apripista. Non mi faccio tanti problemi, quello che c'è da fare c'è da fare e io lo faccio. 

Porto questa energia, incanalo questa energia universale, dritta, diretta. La incanalo e la espando intorno a me, porto questa qualità. Bada bene, non è ferire la mia intenzione, è aprire varchi e l'intenzione, lo sai, fa tutto. Può far male certo lo so, me ne rendo conto, ma è necessario aprire questi varchi e io lo faccio in un modo schietto, poco poetico forse, ma efficace, molto efficace. 

Sono un pulitore del vecchio, delle vecchie energie a favore delle nuove: le taglio via quelle vecchie, alla radice. Poto, un colpo e non ci sono più. Diretto, rapido, efficace, senza pensare. Agisco per il bene più alto. Un po' scomodo forse, sì.. può essere. Questa qualità che anche voi esseri umani avete dentro di voi (lo sapete siamo fratelli, anche voi avete questa energia), quando la sentite, sentite che è il momento di tagliare e vi fate problemi - perché non è bon ton, perché <<chissà cosa dicono gli altri>> - fermatevi! Fermatevi un attimo, non date spazio: quando è il momento è il momento; quando è ora di tagliare è ora di tagliare; quando è ora di aprire, squarciare, è da fare.

Pensate a me, pensate ai miei fiori: i miei fiori sono abbaglianti, disarmanti, sono bellezza allo stato puro, non lasciano spazio a tanti pensieri. Sono lì, ci sono, che piaccia o non piaccia; portano la loro bellezza disarmante.

Io sono così, diretto, non mi faccio troppi problemi: quando c'è da fare una cosa c'è da fare. Accogliete in voi questa energia che anche voi avete - perché è un'energia cosmica e l'uomo porta in sé le energie cosmiche - e anziché cercare di schiacciarla, calpestarla e nasconderla datele vita, datele respiro. È una forza motrice per il cambiamento. Non cercate di nasconderla, non cercate di addomesticarla, lasciatela uscire un po’ brutale, serve… serve, quando ci sono dei tagli grossi da fare serve per poter andare oltre. 

Questo è il mio messaggio oggi, un incoraggiamento a seguire l'onda del cambiamento, della trasformazione, senza pensarci troppo. Rapido come una saetta, rapido come la lama di un coltello che taglia. Tagliate via il vecchio e addentratevi nel nuovo. Coraggio non c'è niente di riprovevole nel fare questo, anzi. Ci vuole forza ma questa forza nasce automaticamente dentro di voi se voi non la reprimere, lasciate che vi porti novità e bellezza, come i miei fiori.

Coraggio anime belle, coraggio…" 


Scopriamo quindi oggi un albero Guerriero, custode di un’energia potente e diretta. “Niente parole, contano i fatti” sembra il suo motto. Eppure agisce per un bene più alto. Non è spietato poiché il suo scopo è l’evoluzione: il suo intento infatti non è danneggiare, ma permettere una grande trasformazione, anche se può risultare doloroso. 

Anche in noi risiede questa energia, una forza cosmica che a volte urla forte e aspetta solo che le apriamo la porta e ci facciamo trascinare da essa, ma quanto è difficile aprire quell’uscio! Quanti condizionamenti ci bloccano, quante paure: timore di perdere la faccia, di risultare inappropriati…

Invece, per attuare certe trasformazioni, serve proprio una forza distruttiva, senza perbenismi. Pensiamo alla Dea Kālī e al Dio Shiva, divinità induiste associate all’abbattimento del vecchio in favore del nuovo: il fine giustifica i mezzi. È necessario che ci siano queste energie! Ogni nuovo ciclo, infatti, non può iniziare se restiamo aggrappati al precedente. Ci vuole proprio Coraggio, come dice il Sambuco, ma ne vale la pena!

Con Amore

Layla 





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