Diventare chi davvero siamo implica una grandissima forma di coraggio

Il coraggio di diventare grandi, di crescere e di prendere in mano la responsabilità di noi stessi.

Questo perché rompere i pregiudizi, deludere le aspettative altrui per seguire la nostra pazza ispirazione accresce la paura atavica di essere abbandonati dal branco…e quindi di rimanere soli.

E diciamoci la verità, quante volte ci siamo nascosti dietro il paravento della falsa umiltà, della paura di sbagliare, dietro a sogni così grandi da scoraggiare il minimo passo verso di essi, pur di salvaguardarci dalla paura?

Preferiamo stare nel lamento, una delle nuove malattie del millennio che attanaglia giovani e vecchie generazioni.

Esiste una sorta di credenza tale per cui se ci permettiamo di risplendere, di seguire il nostro intimo, di prendere lo spazio che ci meritiamo, allora qualcosa di brutto accadrà. Attuiamo così una sorta di scaramanzia. Quasi come se brillare meno ci salvaguardasse dall’ attenzione su di noi, così da permetterci di crogiolarci nel nostro mediocre brodino.

Già sento il brontolio delle menti...non è vero… se solo...se potessi… se avessi...allora io…

Ok, Ribaltiamo la frittata.

Immaginiamo per un attimo di aver raggiunto il traguardo tanto agognato.

Siamo famosi, siamo ricchi, abbiamo tutto ciò che desideravamo… e adesso?

Quante persone una volta raggiunto il successo crollano in una depressione feroce? Come mai?

La pressione… di essere all’altezza di quanto raggiunto. La necessità di continuare a dimostrare di meritare il posto guadagnato, la comprensione che nonostante sembri tutto perfetto non siamo felici…perché non sempre quello che desideriamo per noi è bene per noi.

Sembra non esista soluzione quindi, o non ci proviamo nemmeno, oppure una volta raggiunto il godimento è effimero. Perché?

Perché pensiamo che il nostro valore sia legato a quanto facciamo, a quanto produciamo, a quanto siamo utili al sistema. Valiamo quanto i nostri successi.

Se questo fosse vero, allora un bambino piccolo non dovrebbe valere una granché, non sa fare niente, è una cambiale su due zampe...eppure… Nulla vale quanto un bimbo, nessuno è felice quanto una creatura che è ancora fuori dai giochi. Il suo valore è enorme, semplicemente perché esiste. Sono le sue potenzialità a dargli valore. Lui è grande, è espanso, è semplicemente ciò che è.

Lo vedete il tranello in tutto questo?

Brillando non rubiamo luce a nessuno, prendendo il nostro spazio nel mondo non lo togliamo a nessuno, anzi dimostriamo agli altri che è possibile farlo.

Usciamo dalla mentalità scaramantica che ci chiede di rimanere in un angolo per evitare che la sfiga ci veda.

Prendere in mano la responsabilità di chi siamo, di come agiamo, vuol dire smetterla di incolpare la vita dei trabocchetti e delle delusioni in cui incappiamo. La vita sa dove ci sta portando, esattamente dove la nostra anima guida.

Questa nuova visione ci permette di vedere così che i fallimenti fanno parte del successo, e che se qualcosa non va come speravamo è perché è così che doveva andare altrimenti sarebbe andato in maniera diversa. 

L’ho detto da subito… essere sé stessi richiede coraggio… il coraggio di avere fede nella vita.

Raffaella Petra

 

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