Tutto cambia o niente deve cambiare?
“Panta rei, tutto scorre” diceva Eraclito.
Ci hanno abituati a stare seduti al banco, ci hanno detto che la vita è studiare, diplomarsi o laurearsi, trovare un lavoro e creare una famiglia.
Qualunque variazione lungo questo binario è considerata un terribile deragliamento: se non sei bravo a scuola non farai carriera o sarai limitato a certi lavori, se interrompi gli studi: “E se poi te ne penti?”, se non ti sposi: “Perchè non ti sposi?”, se ti sposi: “Perchè lo fai? Goditi la vita”, e poi ti separi: “Fallimento”, “Vergogna”, “Chissà cosa dice la gente”, se fai figli: “Perché li fai?” se non li fai: “Perchè non li fai?”.
Insomma staticità e confusione nella quale dobbiamo agire la nostra assertività, la voglia di affermare noi stessi guidati da quella luce interiore che è proprio nostra, in barba a chi, per paure sue, ci vuole conformi a canoni prestabiliti.
La verità è che nella vita l’unica costante è il cambiamento: noi siamo diversi ogni istante, le circostanze cambiano in continuazione, apprendiamo costantemente, immersi in una matrice di informazioni che ci piovono letteralmente addosso senza filtri.
Ciascuno di noi viene al mondo con una scintilla unica e preziosa, ma anche con tante esperienze da fare per imparare. Non esiste un percorso standardizzato che vada bene per tutti.
Ci interroghiamo su come prepararci al cambiamento o cosa dovremmo fare per cambiare, in realtà la riflessione che dovremmo fare è: perché ci irrigidiamo in abitudini, idee, principi? Perchè tutto deve rimanere immutato?
Nelle discipline orientali il simbolo del tao ci ricorda come tutto è in perenne trasformazione: lo yin e lo yang si fondono uno nell’altro creando un continuo movimento di energia, energia che muta costantemente come l’acqua che sgorga e zampilla vivace da una fonte in montagna e scendendo si fa ruscello e poi fiume e poi mare e poi cielo e pioggia e neve e poi di nuovo acqua di sorgente.
La vita è nel costante cambiamento, nel su e giù delle onde. Ciò a cui prestare attenzione è perché vogliamo rallentare o arrestare il flusso della vita, perchè opponiamo resistenza aggrappandoci fortemente a ciò che abbiamo, perché ci ribelliamo agli eventi, li rifiutiamo, li evitiamo o remiamo controcorrente; perché chiudiamo gli occhi e il cuore alla novità?
Avremmo tutte le ragioni per voler evitare il cambiamento perché implica sofferenza, dolore, impegno, ci mette in gioco fuori dalla zona di confort, ci obbliga a tagliare, a chiudere anche se non vorremmo, ci porta in posti e in esperienze sconosciute, e ciò che non conosciamo ci fa paura. Il cambiamento vero fa cadere le maschere e allora rimaniamo nudi, fragili, senza nessuna barriera a proteggerci, perché non esistono scogli in mezzo all’oceano al quale aggrapparci.
E fa male da morire. Per questo non contempliamo il cambiamento come possibilità.
Cosa puoi fare per accogliere il cambiamento?
Inizia a pensare che è normale, come è normale avere paura. Sii flessibile come il legno verde nel vento: lascia che ti pieghi, ma resta integro credendo a quanto vali.
Rigidità è morte, i materiali più duri sono spesso molto fragili.
A livello emotivo la resistenza genera rabbia, paura, tristezza e preoccupazione, a livello mentale mille pensieri e nel corpo dolori muscolari e tanti altri sintomi in base alla nostra costituzione di base.
Come lasciar fluire il corso degli eventi?
Non c’è una ricetta, non si è mai preparati: cura il tuo giardino interiore, mantieni i tuoi muscoli e le tue articolazioni flessibili, mantieni la tua mente aperta e calma, avvia un dialogo sincero con te stesso per comprendere quali dinamiche si muovono in te.
Crea una rete di persone fidate intorno a te, persone che ti portano gioia e speranza e che nutrono la parte che vuoi far evolvere.
Ottime tecniche di prevenzione e mantenimento della salute psico-fisica sono i trattamenti shiatsu, la riflessologia plantare, la meditazione nelle sue varie forme (dal fare l’orto, dedicarsi a un hobby, alla più classica delle meditazioni da fare in silenzio immobili) e tutte quelle tecniche che possono aiutarti nel tuo processo di accettazione e crescita.
E se non riesco?
Tendi una mano e chiedi aiuto. Con lo shiatsu (o con le tecniche olistiche che preferisci) puoi imparare ad ascoltare il tuo corpo, prenderti cura del tuo spazio sacro, offrirti del tempo per metterti a confronto con te stesso guidato da un professionista.
“Tutto quello che vuoi è dall’altra parte della paura.” Lascia che il fiume scorra e ti porti con sé.
Chiara Pizzamiglio

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