IL SALICE
Dal 15 aprile al 12 maggio, secondo il Calendario Celtico, siamo sotto l'influenza dell'energia del Salice.
Anche questa volta ho scelto per prima cosa di intraprendere il mio Viaggio Sciamanico e solo in seguito andare alla ricerca di informazioni, così da non esserne influenzata durante la canalizzazione.
Sono stata perciò accompagnata dalle mie Guide su un lago calmo con una canoa e al centro del lago vi era una piccola isola dove risiedeva unicamente lo Spirito del Salice. Mentre mi avvicinavo ad esso le Guide mi hanno detto: "Il Salice vive vicino all'acqua..."
Quando poi ho effettuato la mia ricerca, ho scoperto che il nome Salice deriva proprio dal Celtico e significa "Vicino all'acqua" poiché è lì che cresce e ad essa è sempre stato associato, sia dal punto di vista naturale che simbolico.
Proprio come l'acqua dispensatrice di vita, per i Celti questa pianta rappresentava la fecondità, era addirittura venerato come divinità femminile e collegato alla Luna.
Presso i popoli druidi il legno dei Salici veniva utilizzato per la costruzione di strumenti musicali, mentre con i rami realizzavano le ceste usate durante i riti sacri per deporre offerte. Nella Grecia antica era considerato l’albero in connessione con l’aldilà, per via della facilità con cui i rami spezzati si rigenerano e ricrescono. Per il popolo ebreo queste piante avevano il potere di propiziare la pioggia e venivano venerati, come tutto ciò che è legato all’acqua. Nelle civiltà mesopotamiche erano invece utilizzati per lenire stati febbrili e reumatismi.
In alcuni testi egizi di medicina del II millennio a.C si ritrova testimonianza dell'utilizzo delle sue foglie e della sua corteccia.
Legato invece all’immortalità è il simbolismo orientale del salice piangente. Non a caso infatti il suo legno è diffusamente impiegato all’interno di edifici sacri.
Secondo Plutarco, la culla di Zeus era appesa ai rami di un salice e la sua nutrice era Itea, nome greco del Salice.
Ippocrate, famoso medico greco, ne descrisse le proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie già nel V secolo a.C., qualità ribadite da altri medici del mondo antico come Plinio e Dioscoride.
A Roma si costruivano cesti utilizzandone i rami (vimini).
La scienza moderna ha confermato che questo albero contiene la salicina, una sostanza usata per la produzione non solo di antinfiammatori, ma anche di antipiretici e antireumatici.
Ecco quindi che anche il Salice si è guadagnato un posto d'onore nel calendario Celtico, proprio in quel periodo dell'anno in cui avviene la sua fioritura.
Ora lasciamoci trasportare dalle sue parole e dalla sua profonda saggezza...
"Il salice vive vicino all'acqua...
Resta qui in silenzio con me... resta qui... Rimani... Resta... Nello stato contemplativo della meditazione.
Sono un albero che medita. Resto nel silenzio. Un alone di magia circonda i miei fratelli salici. Lo sentite quando siete nei loro pressi, quando gli siete vicino potete percepire questo alone, questa sensazione di magia, come essere trasportati quasi in un altro mondo. Il salice medita, medita nel silenzio, nel vuoto, nello spazio… e porta questa caratteristica, questa energia sul piano materiale: la capacità di Stare senza far nulla, Stare mentre il mondo intorno gira, la capacità di Stare, per ritrovare il proprio centro, per ritrovare l'unione con la propria Anima, col proprio Essere, nonostante tutto quello che scorre fuori. Il salice fa questo e facendolo influenza e lo porta a tutto il mondo intorno a sé.
Se volete meditare e avete un salice nei paraggi vi suggerisco di provare a farlo stando alle sue radice, ai suoi piedi, sotto le sue fronde: sarà una meditazione amplificata, sarà uno spazio-tempo mai sperimentato prima .. provate.
È incredibile quanto l'uomo e gli alberi siano collegati da secoli e secoli come fratelli, sarebbe bello ritrovare questa unione che da sempre ci accomuna. È un desiderio di ritrovare, di ritrovarci come fratelli.
Grazie.”
Ho quindi domandato come rianimare questo legame.
“Per ripristinare questo collegamento basta la consapevolezza, basta saperlo."
Mi sono poi lasciata andare in una meditazione con lui...
"Stai con ciò che c'è, fallo sotto un salice, cambierà tutto vedrai. Avrà un sapore diverso.
Ti sentirai come sostenuta, abbracciata, amata, trasportata in un altro mondo... sì... Per riconnetterti al tuo essere, al tuo centro e alla tua Anima. Niente paure vicino a noi, tutto sparisce e resti tu."
Ritrovare il proprio centro lasciando che il mondo intorno giri e il tempo scorra senza che ci influenzi: una pausa da tutto, un breve ritorno a casa.
“Stai con ciò che c’è” dice il Salice: meditare non è il vuoto totale, meditare è focalizzarsi su qualcosa, osservare senza giudizio, di modo che i pensieri si spengano, e spegnendo la mente il corpo si rigenera e tutto torna in equilibrio. Potete dirigere l’attenzione sul respiro, potete ascoltare l’energia che si muove nel corpo (ad es. potete sentire pulsare, o delle zone calde, o delle tensioni, basta guardarle senza giudicarle), potete trovare una zona del fisico che vi attira perché vi dà una bella sensazione e porre lì l’attenzione. Farlo vicino ad un Salice sarà ancora più potente.
Trovo meravigliosa la possibilità di tornare a sentirci come fratelli, uomini e alberi. Non serve fare grandi cose, ci dice lo Spirito: una volta che lo sappiamo e che la nostra intenzione sarà quella verrà naturale quando siamo vicino a questi grandi Maestri Verdi.
Con Amore
Layla 💜
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