Dialoghi interiori: accettare se stessi. Lettera anonima
Le manifestazioni che ho nella mia vita, sono in risonanza con quello che provo. Situazioni simili avvengono esterne a me, in cui ho il bisogno di sentirmi in colpa. Vivo con il senso di colpa. Si ciba di me.
Devo fare sempre qualcosa di sbagliato per sentirmi viva, vista, con la domanda se mai qualcuno si accorgerà di me.
Quando i vicini di casa si lamentano con me, vado a richiamare quante volte per i miei genitori ero invisibile e bisognosa d’attenzione.
Devo terribilmente essere vista perché nel bene e nel male ricevo amore.
Anche se a dartelo è un pugno di schiaffi paragonabili a 100 tonnellate di sassi sullo sterno.
Mi sento sbagliata, e se non mi sento faccio di tutto per esserlo, lamentandomi pure, quindi questo è il modo che ho per dimostrarmi amore?
Eppure so cos’è l’amore, ma se poi sono io a darlo non so cosa si prova.. e quindi rinuncio..
Ho avuto tanto amore attorno a me, dalla nascita sicuramente.
Eppure è possibile che l’unica forma di amore che conosco sia l’odio per me stessa?
Un gelo nel corpo mi sovrasta, ho fatto centro!
L’abbandono è una sorta di protezione.
Infatti adesso che lui, quello che la società chiama compagno, è molto presente nella mia vita, io mi lamento perché non mi permetto di provare amore se non ricevo una sana dose di vittimismo.
Allora poi meglio abbandonare, vuoi provare ad essere ferita provando amore? Certo che no direbbe la paura.
Ma è qui che fermo tutto. È sempre amore. E con amore accolgo questa me. Con amore decido di non cambiarmi e di coccolarmi qualora sentissi il bisogno di essere abusata emotivamente, per provare piacere, e stare lì a guardare.
Finché quella stessa parte sentirà la necessità di esprimersi prima di accogliere che non ce ne più bisogno.
Insegna alla tua parte buia ad accogliere. E dell’abuso rimarrà solo l’amore.
Lettera anonima per compromesso interiore

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