I 12 principi della permacultura: 4_ Applica l’autoregolazione e accetta il feedback






 “Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione” Zygmunt Bauman


Abbiamo iniziato questo viaggio tra i principi della permacultura declinati all’aspetto personale sottolineando l’importanza dell’osservazione, della progettazione prima di attivare un’azione; abbiamo poi compreso l’importanza di mantenere una buona riserva di energia per alimentare i nostri progetti, ma anche la necessità di ottenere in breve periodo un raccolto per poterci nutrire e avere soddisfazione.


Il quarto principio riguarda gli aspetti autoregolatori della progettazione della permacultura che limitano o scoraggiano la crescita smisurata o i comportamenti inappropriati. Comprendere come funziona il meccanismo di feedback, positivo o negativo, in natura, ci permette di progettare sistemi che si autoregolano riducendo il carico di lavoro richiesto per eventuali correzioni.


Il feedback è un meccanismo di verifica per capire se il lavoro che abbiamo fatto è buono o meno e capire come e dove è possibile migliorare.
Il feedback positivo ci dà la carica per proseguire. Il feedback negativo è un freno che ci permette di fare una riflessione su ciò che non va e che potrebbe danneggiare il buon proseguio di un progetto, ci indica che stiamo utilizzando in modo poco efficiente le risorse e si rende necessaria una revisione per poter proseguire.


Rispetto a questo principio quello che a noi interessa è il feedback negativo perché è quello che ci permette margine di crescita e miglioramento, ci permette di vedere i limiti e gli ostacoli e di autoregolarci di conseguenza. Il fatto che il feedback sia negativo o positivo non indica elementi di giudizio, tutti i feedback sono utili, possono nutrirci, possono insegnarci e aiutano ad acquisire informazioni su noi e l’ambiente.


La visione olistica permette di vederci per come siamo e per come è il mondo attraverso una visione d’insieme, senza separare tutto in parti più piccole. Il feedback mette in relazione tutte le varie parti di un sistema, permettendo di comunicare e interagire. E così, quando ci arriva un feedback, che venga dall’ambiente esterno o che venga dalla nostra mente ci permette di imparare ad osservarci, ascoltarci, comprenderci, accettarci e rispettarci per ciò che siamo come persone: non sempre è facile accettare feedback negativi ma la conoscenza che acquisiamo di noi stessi ci deve spronare ad utilizzarli per la crescita e non come motivazione per scivolare nell’oblio.


Importante quindi saper ricevere e fare i feedback imparando a conoscere il valore del nostro mondo interiore se il feedback viene dall’interno, e valutando con consapevolezza, gratitudine e cercando di comprendere l’intento, se viene dall’esterno.


In medicina cinese è attribuita all’elemento fuoco la capacità del giusto discernimento, ossia la capacità di vedere le cose per quello che sono in realtà, con partecipazione ma anche con distacco. Il cuore e l’intestino tenue sono gli organi associati a questo elemento.

Il corpo è visto come un impero da governare e il cuore ne è l’imperatore, simbolo di legame tra l’uomo e il divino; è a conoscenza di tutto ciò che accade nel suo impero, governa e fa eseguire gli ordini attraverso i suoi ministri.

Lo spirito che anima il cuore è chiamato Shen e ha sede nel cuore e al centro della testa nella zona del terzo occhio; lo si può definire come intelligenza somma, che è indipendente dalla ragione, è spontanea e intuitiva, in grado di influenzare il corpo, lo spirito e anche parte delle azioni dell’uomo.


Se siamo in equilibrio riusciamo a controllare il corpo e lo spirito con discernimento, comprensione e armonia, avremo calma emotiva e determinazione, consapevolezza e chiarezza delle cose che si fanno, capacità di apprendere spontaneamente e una buona  memoria.

Una buona energia del nostro cuore ci permette di entrare in risonanza aperta con gli altri, controllare ciò che accade con saggezza e comprensione, non attraverso azioni fisiche ma con la capacità di aprirsi, capire e comunicare.


L’intestino tenue invece garantisce la capacità di riuscire a trasformare gli avvenimenti e gli insegnamenti, dopo un tempo più o meno lungo di digestione, in una parte di noi stessi, della nostra personalità. Rappresenta quindi la capacità di separare ciò che è utile all’organismo o alla nostra esperienza di crescita, da ciò che è dannoso o non serve, implicando quindi anche la capacità di ascoltare, di comprendere e di distinguere in maniera selettiva.


Accettare il feedback e autoregolarsi ci mette di fronte alla necessità di abbandonare la permalosità e il bisogno di giudizio, compito non semplice, ma che ha come premio la crescita, il miglioramento, la bellezza dell’apprendimento.


Chiara Pizzamiglio




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