AUTOCONSAPEVOLEZZA
La frase “ Conosci te stesso” scritta sul pronao del tempio del Dio Apollo a Delfi e che per secoli ha influenzato i più importanti pensatori della cultura occidentale: da Socrate a Platone, da Sant'Agostino a Kant, descrive perfettamente quella modalità della mente che sostiene l’introspezione anche in mezzo a emozioni turbolente: L’autoconsapevolezza.
Essere cosciente di sé, del proprio esistere e del proprio agire implica anche la capacità di definire le emozioni nel momento in cui emergono non venendone sopraffatti.
Per uscire quindi da ciò che l’esterno richiede è necessario entrare all’interno di noi per comprendere cosa vogliamo per noi stessi. Per farlo è necessario porre attenzione al proprio dialogo interno individuando quale stato mentale guida i pensieri per andare a modificare nel tempo la propria tendenza rendendola più efficace allo scopo da raggiungere.
E’ lo stato mentale, inteso come la base del modo in cui gli individui spiegano a se stessi i propri successi e i propri fallimenti( M.D.Selekman), ciò che fa la differenza tra chi riesce a realizzarsi nonostante la difficoltà emozionale e chi no.
Dare un senso alle nostre imperfezioni, alle nostre vittorie e ai nostri fallimenti ci permette di vedere la traccia nascosta del nostro cammino, comprendere se stiamo seguendo una strada che qualcun altro ha tracciato per noi o no.
Riconoscerlo è meno difficile di quanto pensiate. Se siete nel vostro, allora quando agite o fate qualcosa siete in uno stato di flusso ovvero quello stato che D.Goleman descrive come “ quella consapevolezza che si fonde con le azioni e nella quale gli individui sono assorbiti in ciò che stanno facendo prestando attenzione esclusivamente al loro compito. […] Il flusso rappresenta forse il massimo livello di imbrigliamento e sfruttamento delle emozioni al servizio della prestazione e dell’apprendimento. Nel flusso le emozioni non sono solamente contenute incanalate, ma positive, energizzante e in armonia con il compito cui ci si sta dedicando[…]
Quando si osserva qualcuno che si trova in uno stato di flusso, l’impressione dell’osservatore è quella che i compiti svolti siano facili poiché la prestazione ottimale appare naturale. Chi non si trova in tale stato appare annoiato, depresso o agitato e ansioso.
Sviluppare una maggior autoconsapevolezza permette di accedere ad uno stato mentale positivo aumentando la possibilità di entrare nel flusso.
Riassuntino :
Come fare quindi per esercitare l’autoconsapevolezza , conoscere se stessi e quindi seguire la propria via? Riconoscendo le emozioni che si muovono in noi, dandogli un nome ed accettandole. Per quanto razionalmente sembri assurdo, si può cambiare le cose solo dopo averle accettate. Siamo esseri perfettamente imperfetti, poiché solo nell’imperfezione esiste l’evoluzione.
Resto a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.
Buon cammino a tutti!!
Raffaella Petra

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