I 12 principi della permacultura: 1_ Osserva e interagisci
“La bellezza sta negli occhi di chi la sa guardare.”
La permacultura, spiegata in breve, è un sistema di progettazione di ecosistemi che imitano il più possibile gli ecosistemi naturali per ottimizzare l’energia e produrre ricchezza e benessere.
Per progettare sono necessarie delle linee guida che traccino il percorso da seguire. Vari sono i principi della permacultura, io vi parlerò dei principi attitudinali di David Holmgren che hanno lo scopo di indicarci qual è la traccia da seguire per fare una buona progettazione in orto e, per estensione, anche nella nostra vita quotidiana.
Il primo principio afferma: “Osserva e interagisci”.
Il processo di osservazione influenza la realtà e ci invita a utilizzare una modalità di pensiero a lungo termine tenendo conto di tutti i fattori in gioco.
Siamo abituati a rispondere a un problema in emergenza: ad azione reazione, ma per vivere con maggior piacere e leggerezza è bene imparare a progettare a medio e lungo termine.
Per progettare consapevolmente la nostra vita dobbiamo volgere lo sguardo verso la nostra interiorità e verso la realtà esterna.
Se ci osserviamo bene scopriremo che spesso siamo spinti da impulsi, emozioni, bisogni che vengono dalle nostre esperienze passate, dalle nostre ferite e che, in qualche modo, ancora ci condizionano; il rischio è quello di essere trascinati in modo irrazionale e di vedere fallire i nostri progetti perché non combaciano con ciò che realmente vogliamo o con ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento, a prescindere da ciò che è stato.
È importante imparare a capire quali sono le dinamiche che ci spingono ad agire in determinati modi, imparare a comprendere come funzionano i meccanismi che ci muovono: mi viene in mente “Conosci te stesso” inciso sul frontone del tempio di Apollo in Delfi.
Mi viene da chiedermi se è possibile osservare noi stessi in modo autentico e sincero: spesso possiamo ritrovarci a cantarcela e suonarcela e il modo migliore in cui noi esseri umani, ed esseri sociali, cresciamo è nella relazione con l’altro.
Necessario dunque uscire dai giochi della mente (che lo dice pure la parola, può trarci in inganno se non siamo noi a gestirla consapevolmente), imparando a sentire, ad ascoltare i segnali del nostro corpo che utilizza un linguaggio che noi traduciamo in benessere o malessere, ascoltando quali emozioni si muovono in noi.
In un secondo momento sarà necessario un confronto in un ambiente protetto per poter ricevere dei feedback autentici e rispettosi: possiamo scegliere di accedere a percorsi di crescita personale, gruppi di condivisione e ascolto, incontri con professionisti.
L’osservazione dunque ci obbliga a mettere in discussione le nostre modalità di azione, l’interazione sarà il frutto di un pensiero ponderato e non semplicemente la risposta istintiva ad uno stimolo esterno.
In medicina cinese la parte del corpo che osserva è l’occhio che appartiene all’elemento legno, così come l’organo fegato e il viscere vescica biliare.
Lo sguardo limpido degli occhi indica una buona salute del nostro organo fegato, ma a livello psichico (non c’è separazione tra corpo, mente e spirito nelle discipline orientali) lo sguardo limpido garantisce la capacità di prevedere e di conservare la visione d’insieme e il colpo d’occhio. La capacità di pianificare ed esercitare il controllo su un progetto, l’essere in grado di assumersi delle responsabilità, sono strettamente connesse alla salute di quest’organo.
Il corpo umano è visto come un impero da governare e il fegato è considerato il generale che vaglia i piani, mentre la vescica biliare è quella che decide e applica i piani.
Per mantenere dunque una buona capacità di osservazione, pianificazione e interazione è necessario prenderci cura di questo organo, così prezioso, attraverso una sana attività fisica (nello specifico camminare in mezzo alla natura riporta in equilibrio questo elemento, senza dimenticare che il nostro corpo è nato per muoversi quindi una vita tendenzialmente sedentaria ci porta a uno squilibrio importante), un’alimentazione equilibrata e una buona igiene delle emozioni, in particolare della rabbia e delle sue sfumature: la rabbia esplosiva che rivolgiamo all’esterno, quella che riversiamo su noi stessi, frustrazione, depressione, difficoltà a riconoscere la nostra individualità e unicità, l’irritabilità, l’insofferenza, ecc.
Osserva e interagisci: prenditi del tempo per capire cosa si muove dentro e fuori da te e mettiti in azione seguendo il flusso naturale delle cose.
Per portare un esempio concreto vi riporto questa storia: un vecchio e un gruppo di soldati si trovavano sulla riva di un fiume e dovevano attraversarla, la corrente era impetuosa.
I soldati si immergevano con forza nelle acque del fiume ma la corrente era veramente troppo forte e uno alla volta dovettero desistere.
Il vecchio si getto in acqua e si fece trasportare dalla corrente.
Osserva e interagisci.
Chiara Pizzamiglio

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