IL TEMPO DELLA FIDUCIA









 Amo avere le cose sotto controllo, mi piace organizzare, pianificare e se serve rivedere i piani. Spesso mi basta avere dei punti di riferimento che stravolgo puntualmente ma averli creati mi dona sicurezza.


Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato e la vita mi ha messo nella condizione di non poter pianificare o gestire: imprevisti, cambi di rotta, esperienze che scuotono dentro. Sto cercando di imparare a vivere l’adesso, a improvvisare, a lasciar fluire quello che mi nasce dentro, sto scoprendo la spontaneità.


La natura mi è maestra sempre e, in questo momento più che mai, attraverso il mio piccolo orto: ero partita bene con un sacco di semine fatte e piantine solo da trapiantare ma poi il tempo è volato, si sono rincorsi i giorni e le settimane e tutto è rimasto fermo in attesa.

Una mattina entro sconsolata in orto per fare pulizia delle piante morte per la siccità e l’incuria e scopro che nonostante tutto sono nate spontanee alcune piante: del basilico giapponese, dei pomodori e una splendida fioritura di garofani dei poeti. Questo ha rovesciato la mia prospettiva: ero così preoccupata di essere l’unica responsabile di quel fazzoletto di terra che ho perso di vista che la vita si perpetua da sé nel momento in cui trova le condizioni favorevoli. L’orto ha evidenziato la mia parte arrogante nel credere di essere l’unica responsabile distaccandomi dall’ambiente e non pensando di essere semplice strumento a disposizione.







La vita ha delle regole.

Ho compreso che quando tutto sembra perduto devo avere fede, fiducia nella forza immensa del seme, di quella energia che esplode al momento giusto, inaspettatamente e fa tornare l’entusiasmo per la vita.


Tu semina, poi in orto lascia che le piante vadano a seme e che siano esse stesse a spandere i semi: non si sa dove né quando, ma sarà nel luogo e nel momento opportuno.

Lo stesso vale per i miei progetti e idee: scrivo, progetto, faccio o non faccio, lascio andare.


La terra un’altra volta mi dona una lezione di umiltà: il mio volere è immerso in un volere più grande, semplicemente a volte le cose svoltano in direzioni che non ci aspettiamo, ma se siamo consapevoli di essere parte di un disegno più grande questo ci indica la direzione.
A volte programmiamo le semine e il lavoro va a gonfie vele, a volte dobbiamo navigare a vista imparando a osservare, a gioire di quello che c’è, a cogliere la nuova opportunità, a prenderci cura, a rinascere con quel nuovo germoglio che ci mostra come si può essere forti anche nei momenti più duri e che si può dare frutto anche se avevamo programmato diversamente.

“Fai il meglio che puoi con quello che hai, abbi fede, la vita ha risorse di cui non hai idea”



Chiara Pizzamiglio


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