Un altro modo di vedere la MORTE











La Morte è veramente la fine? Consapevoli punti di vista


"La Morte.. la Morte e la Profondità vanno a braccetto, vengono quasi dalla stessa radice: morire è un andare nel profondo, nel profondo più profondo del mare, per poi risorgere, tornare su dall'acqua, tornare al sole.. Vedi che la morte è necessaria: scendere, scendere, scendere.. trovare i tesori nascosti, dissolversi e rinascere.

La Morte è rigenerativa, è il Nulla, è quando non esiste più niente, la pace totale. È il dissolversi di tutte le certezze, di tutte le sicurezze, e affidarsi completamente a ciò che c'è, a un'intelligenza cosmica superiore che sa cosa fa. Sparire in realtà per lasciare il posto alla vera Essenza e quindi è un vuoto ricco di Oro, di Luce dorata.. e quando ritrovi questa Luce dell'Essenza lasci che piano piano si riespanda dentro di te perché è come se nell'esperienza [della vita] questa luce dovesse farsi piccola per lasciare spazio all'esperienza che c'è.  E quando arriva la morte, materiale o figurata che sia, quello che accade è che si crea spazio perché questa essenza di luce dorata piano piano possa tornare di nuovo a stiracchiarsi e riprendere lo spazio e il suo posto, vero. Tornare a essere essenza e totalità.. e si gode questo dispiegarsi della sua energia che si era rimpicciolita e concentrata per fare l'esperienza, terrena o anche in un altro pianeta o anche un altro tipo di esperienza.

Finalmente si srotola, questa energia.. si espande, ritrova tutto il suo spazio, si riprende finalmente tutto il suo spazio. Si stiracchia bene e torna a splendere, come una stella che brucia viva di luce dorata, energia pura.."

Da una Guarigione Sciamanica

Trovo molto interessante questo punto di vista proposto dagli Spiriti Guida: la paura della morte nasce dalla paura di perdersi mentre loro ci spiegano che la morte è Ritrovarsi! L’Essenza, che si mette da parte, si ritrae, per poter fare un’esperienza di incarnazione (o di altro tipo), quando arriva a quella che noi definiamo Morte in realtà si ritrova e torna a splendere in tutta la sua bellezza, gloriosità, magnificenza… La personalità si dissolversi e lascia spazio al nostro vero essere. Anche nel caso di una morte simbolica, ci ritroviamo a lasciar andare e abbandonarci a ciò che c'è: farsi da parte perché ciò che siamo davvero possa tornare a risplendere.

La morte secondo Un Corso in Miracoli è il sogno principale da cui scaturiscono tutte le illusioni. Non è forse pazzia pensare alla vita in termini di nascita, invecchiamento, perdita di vitalità e infine morte?

È una credenza fissa e immutabile del mondo che tutte le cose nel mondo nascono soltanto per morire. Viene considerata come la “legge della natura”, da non mettere in dubbio, ma da accettare come la legge “naturale” della vita. Ciò che è ciclico, cambia ed è incerto: ciò che è inattendibile e instabile, che cresce e cala in un certo modo lungo un certo cammino – tutto questo viene considerato come Volontà di Dio. E nessuno si chiede se un Creatore benevolo potrebbe mai volere ciò.

La morte è diventata simbolo della vita. Il suo mondo è adesso un campo di battaglia, ove regna la contraddizione e gli opposti si fanno una guerra infinita. Dove c’è la morte, la pace è impossibile.

La curiosa credenza che ci sia una parte delle cose che muoiono che potrebbe continuare la sua esistenza separata da ciò che morirà, non proclama un Dio amorevole, né ristabilisce alcuna ragione per avere fiducia. La morte nega la vita, ma se la vita è reale, la morte è negata. O c’è un dio di paura o Uno d’Amore. Non c’è possibilità di compromesso. Dio non ha fatto la morte perché non ha fatto la paura.

Senza l’idea della morte il mondo non esiste e tutti i sogni illusori finiscono. Non c’è possibilità di compromesso: o credi nella morte e quindi nell’illusione in cui sei immerso o credi nella Vita e ti risvegli nella condizione originaria del perfetto Figlio di Dio salvo e in perfetta comunione col Padre. La verità non si muove, né ondeggia, né affonda nella morte e nella dissoluzione. La fine della morte è il rendersi conto che il Figlio di Dio è senza colpa, ora e per sempre. 

TRATTO DAL MANUALE PER INSEGNANTI CAP. 27

 La morte è da sempre il più grande mistero, così come l'unica assoluta certezza dell' essere umano. Come ogni cosa che non si conosce, essa spaventa e fa paura, ancor di più perché sappiamo che prima o poi verrà a farci visita. Ciò che non vediamo chiaramente è che essa, in realtà, rappresenta il più grande evento della vita, proprio come lo è nascere. Occorre uscire fuori dagli schemi che conosciamo, dal concetto di inizio e fine e dall' informazione che nella nostra mente vive, riguardo la morte, perché essa è tutta un'illusione. In quanto esseri umani dimentichiamo la nostra vera natura, ci siamo "disconnessi" dalla nostra Essenza che riconosce la propria provenienza e ricorda senza alcun condizionamento e limite umano. 

L'Essenza riconosce nella morte la strada di ritorno verso casa, la riconosce come passaggio evolutivo dell'anima. Morire non è la fine di qualcosa ma è il proseguire di un viaggio, fatto di tante esperienze che sono proprio le vite vissute. La morte è una compagna di viaggio che ci ricorda che è arrivato il momento di prepararsi a tirare le somme dell' esperienza fatta ed elaborarla, per poi riposare e successivamente incamminarsi di nuovo verso nuove avventure e destinazioni. Sarà proprio ciò che costruiremo in vita che renderà unico il momento della morte e tutto il passaggio che ne consegue. La vita che viviamo arricchisce e determina il proseguimento del cammino dell'anima. Per cui.. siamo davvero sicuri che sia la morte a farci paura? 

È più difficile vivere, che morire.. è Vivere che spaventa davvero, mentre nella morte l'anima ritrova la sua dimora. La comprensione della morte, si può raggiungere solo riconoscendo il Sacro e sentendo l'Amore. Per comprendere la morte dobbiamo riconoscere l'immortalità dell'anima, la sua espressione al di là del tempo e dello spazio.. dobbiamo "riallacciare" i rapporti con il Divino, vivere sentendone la presenza, abbandonare le restrizioni mentali ed accettare l'idea di altre dimensioni, di assenza di tempo, spazio e forma. Come possiamo avere paura del senso dell'ultraterreno se è da lì che proveniamo? 

Riconoscere la morte per ciò che davvero rappresenta è l'unico miglior modo per prepararsi ad essa ed accogliere il passaggio trasformativo che racchiude. Viviamo la Morte con piena consapevolezza da vivi...già da Ora!!!


Cos’è la vita? Cos’è la morte? Chi siamo noi? Veniamo da qualche parte? Dopo morti andremo da qualche parte?

Sono le grandi domande dell’uomo a cui molti vogliono sfuggire riempiendosi di oggetti o attività da svolgere, quasi potessero esorcizzare per davvero la morte e questa grande incertezza sull’esistenza stessa. L’umanità vive addormentata, sognando, come fosse eterna e solo al termine della vita inizia a prendere in considerazione l’ineluttabilità del proprio destino e spesso si rende conto che non ha fatto o non ha saputo fare abbastanza.

La vita è misteriosa, la morte è misteriosa. Sappiamo poco della nostra vita e ancor meno della morte. Le uniche certezze forse sono solo quelle biologiche, ma non ci dicono molto. Presenti nell’aldiquà, ci chiediamo se la vita si protrarrà anche nell’aldilà. Vaghe sono le prove a favore di una vita oltre la vita, ma nessuna informazione andrebbe rifiutata a priori. Forse solo la fede in un Dio superiore o l’esistenza di una legge cosmica come quella del karma e della reincarnazione mitigano un po’ la grande paura dell’ignoto oltre quella che chiamiamo vita, perché nessuna prova ci viene offerta dalla scienza di un proseguo della vita e l’unico modo che abbiamo di procurarci una sorta di immortalità genetica è attraverso i figli. Tuttavia i recenti studi e le scoperte nel campo della fisica quantica ci suggeriscono che ciò che crediamo crea e plasma la realtà che ci circonda e dunque perché escludere a priori qualsiasi realtà se è vero che possiamo curare una persona dall’altra parte della terra senza toccarla o trasmettere il nostro pensiero dall’altra parte dell’universo solo che lo vogliamo veramente.

Vita, morte e rinascita sono concetti legati fortemente fra di loro sia sul piano simbolico che culturale. La morte infatti non è mai solo fisica, può essere anche simbolica. Si può morire dentro nell’anima patendo dolori indicibile per la fine di una relazione, il tradimento di aspettative, per le umiliazioni, per la perdita di un lavoro, per una delusione importante, ecc.. e poi, dopo un certo tempo e lavoro su di sé rinascere rinnovati, più forti e sicuri di se stessi. Ecco allora che la morte non è un male ma una “amica” che ci traghetta a qualcos’altro ed è foriera di una rinascita e un cambiamento e da questa esperienza continua nel corso della vita che ci viene l’idea di un proseguo oltre la vita perché ogni volta che si muore e si rinasce la vita è sempre migliore e più piena.

Negli antichi testi, negli insegnamenti sciamanici e nella conoscenza degli spiriti una frase che sintetizza molto bene il concetto di vita, morte e rinascita è:

La vita è la morte

La morte è la vita

Il sogno un risveglio.

Così forse nascere a questo mondo è un venir meno di un’anima dalla sua dimensione spirituale (gli spiriti ritengono che nonostante le trappole del mondo materiale esso sia ideale per accelerare l’evoluzione spirituale) e morire è un rinascere ad un’altra dimensione spirituale. Il sogno è un risveglio al mondo originario o ad altri mondi e dimensioni.


Layla, Laura, Luna Huna e Hans

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