Sono spirituale e mi inca**o lo stesso


Il tempo scorre senza chiederci il permesso e porta con sé ciò che abbiamo costruito passo passo fino al momento presente. Non siamo sempre consci di quello che abbiamo creato, ma se qualcosa è nella nostra vita, è perché ce lo abbiamo portato noi attraverso dinamiche che non è detto siamo stati in grado di osservare.
Per sapere esattamente quali siano le dinamiche che mettiamo in gioco e che contribuiscono alla creazione del nostro presente, è necessario andare nella profondità dell'analisi di ciò che scegliamo, di ciò che decidiamo e di ciò che non decidiamo o non scegliamo.
Dovremmo avere il coraggio di metterci davanti allo specchio e parlarci chiaro: cosa ti ha spinto a fare questo? chi sei mentre soffri per questa cosa? a quale ferita dai da mangiare mentre ti imponi di andare in quella direzione?

Un lavoro che non tutti riescono a fare in modo neutrale, cioè senza raccontarsela su...

Non serve spostare all'esterno la responsabilità di ciò che avviene: indipendentemente dal fatto che abbiate a che fare con un cretino, quel cretino sta interagendo con voi...mica con qualcun altro. Inutile pensare che la soluzione sia l'allontanamento di certe persona (che comunque è possibile e sempre benefico), perché se la dinamica è vostra e non l'avete analizzata, ve ne troverete altre a rompervi le...uova nel paniere.

Quindi? Prima analizziamo la dinamica senza farci sconti...

E poi accorgiamoci che siccome siamo spirituali (si fa per dire) tendiamo a credere di dover eliminare i nostri bisogni, crediamo che essere spirituali significhi abnegazione e sacrificio. C'è la sciocca credenza che chi fa un lavoro su di sé debba accogliere tutto col sorriso... (se poi sei un operatore non parliamone neppure, ti accuseranno presto se non è già successo di non essere affatto santo)

Ma io vi do una notizia:
quando uno è stronzo o rompe le scatole, potete mandarlo a quel paese e questo non fa di voi persone poco spirituali. Già... 
E' sano porre limiti alle rotture, sano zittire chi esagera, sano scegliere che qualcuno è troppo pesante per essere frequentato.

L'energia deve circolare e a volte solo reagendo a qualcosa che non sopportiamo, diamo spazio al nuovo. Creiamo così un terreno che sia fertile, in cui ciò che semino somiglia a ciò che voglio, non a ciò che inconsciamente non riesco a fermare.
Io voglio che il mio futuro sia mio, non delle mie ferite e per far sì che accada, ho bisogno di scegliere cosa mi fa bene e cosa no.

Esercito il mio diritto di scelta e se serve mi inca**o.

Questo non fa di me una brutta persona: fa di me qualcuno che scegli di usare coscientemente la rabbia per definire un confine. Quel confine definirà di momento in momento il mio futuro e la sua forma, se sarò onesta, sarà libera da ferite.

Per cui...bando alle ciance...

La relazione con gli altri è il banco di prova della vita e nelle possibilità di interazione noi possiamo imparare a tenere fuori dalla nostra quotidianità quello che non ci fa bene.

Che dite...ci proviamo?

Jlenia Adain

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