Permacultura: da una cultura della paura e della scarsità a una cultura di amore e abbondanza
Permacultura è per me uno stile di vita.
La parola permacultura deriva dall’unione dei vocaboli permanent culture, cultura permanente: è dare vita a un progetto che è in grado di sostenersi da solo, perpetuando se stesso, generando abbondanza e migliorando le relazioni tra i suoi protagonisti.
La permacultura nasce dagli studi di Bill Mollison, biologo, agronomo, naturalista e docente universitario in Tasmania, e da un suo studente, David Holmgren, ecologo, agronomo ed educatore australiano.
Avevano osservato che di anno in anno in Australia si verifica una grande erosione di territorio e di risorse naturali, con grande impoverimento della biodiversità e degradazione del suolo e dei mari. Così hanno messo a punto un metodo di progettazione che permette di imitare la natura, ottenere le risorse necessarie alla nostra sussistenza in un sistema naturalmente produttivo, tutelando l’ambiente.
L’azione rivoluzionaria è integrare l’uomo nella natura e lasciare che sia la natura stessa a donarci ciò di cui abbiamo bisogno: dedicando grande tempo alla progettazione, all’osservazione e allo studio del luogo in cui viviamo e applicando le opportune tecniche possiamo ottimizzare il flusso di energia, facendo in modo che la natura lavori per noi e che al tempo stesso possa proliferare.
È un metodo di progettazione di ambienti che imitano quanto più possibile la natura e i suoi meccanismi e il risultato é un sistema di grande valore estetico, produttivo e sostenibile nel tempo.
Vi faccio un esempio: poniamo che io abbia acquistato una casa in campagna con un pezzo di terreno, in un primo momento osserverò il posto, dove sorge il sole e dove tramonta, se c’è acqua a disposizione, le condizioni meteo durante l’anno, possibili elementi di disturbo, dove posizionare un orto in modo che sia facilmente accessibile ma anche in posizione strategica rispetto agli elementi naturali, uno spazio dove condividere i momenti con gli amici, se avremo degli animali da cortile ecc.
Una volta stabilite le caratteristiche del luogo e le mie esigenze, le metto in relazione affinché ottenga la massima resa con la minima spesa: ad esempio mettendo una serra a ridosso del pollaio per fare in modo che le galline stiano al caldo in inverno e siano riparate dal freddo ma esse stesse producano calore per le piante che vi abitano e che terranno in cambio l’aria pulita.
Questa attenta analisi iniziale è il punto di forza perché una volta messo in pratica richiederà una minima manutenzione: sistemi che ottimizzano la luce solare per scaldare la casa, immagazzinare l’acqua piovana, riciclare gli scarti di cucina per creare compost dell’orto, riutilizzare tutto ciò che è possibile senza creare nuovi rifiuti.
Scoprirla mi ha permesso di vedere la vita di tutti i giorni sotto una nuova luce: non vedo più scarti, ma possibilità, non vedo luoghi da riempire o da sfruttare, ma idee da realizzare, giardini da costruire.
Una rivoluzione che ci mette in ascolto, che ci fa conoscere i luoghi, ci connette alla natura, alla terra, all’umanità, alla forza della vita stessa.
Chiara Pizzamiglio

Grazie Chiara!!!
RispondiEliminaBellissimo
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