L'inganno fra ingannatori e ingannati
Ciao a tutti.
Troppo spesso si sente gente lamentarsi di essere stata ingannata, usando termini come "abuso" di fiducia, "vittime" di inganni ecc. ecc.Sicuramente accorgersi di aver subito un inganno, una manipolazione, ci pone in uno stato di forte insicurezza suscitando in noi la sensazione di inadeguatezza, di non sentirci in grado di vivere in questo mondo, in questa società.
Spesso a questa emozione si reagisce o con rabbia, cercando vendetta, o con vittimismo usando frasi tipo "sono troppo buona" ecc.
Queste sono le reazioni superficiali ad episodio avvenuto, ma per superare il dolore, vi invito ad una analisi più profonda dell'accaduto e ad un altro punto di vista.
Partiamo dai soggetti coinvolti: l'ingannatore (o manipolatore) e l'ingannato (o manipolato).
Già chiamandoli con il loro nome, si capisce subito come entrambi siano facce della stessa medaglia.
Se entrambi fanno parte della stessa medaglia, possiamo già ipotizzare che entrambi sono complici perché entrambi hanno bisogno di sperimentare questa energia.
Approfondiamo i personaggi.
Chi è l'ingannatore?
È una persona che non ha il coraggio di affrontare la realtà, togliendosi corazza e maschera poiché incapace di identificare un luogo in cui poter essere sé stesso.
Per luogo non intendo parlare di luogo fisico, ma di luogo emotivo, cioè almeno una persona con cui essere semplicemente sé stesso.
Questa incapacità di creare una relazione dove si è liberi veramente, è solo un altro segnale di possibile lavoro su sé stessi. Questa è incapacità di accoglierci semplicemente come siamo, di muovere lo stesso amore materno verso noi, di una madre idealizzata, che guarda ai nostri errori solo come difficoltà temporanee che sicuramente prima o poi supereremo.
Invece di coltivare la fiducia che un errore non lo commetteremo per sempre, e che ogni cosa che viene chiamata errore in realtà è solo esperienza che ci permette di rialzarci e rifare meglio, ci si abbatte crogiolandosi nella sensazione di incapacità, dimenticandoci che abbiamo infinite potenzialità.
Quindi è importante imparare ad accogliere le differenze fra come vorremmo essere, come vorremmo presentarci agli altri, e come siamo ancora davvero.
Mettere l'energia di accoglienza e di lento lavoro su noi stessi, ci porta a creare quella zona sicura dentro noi, che ci permette di fidarci di noi stessi, quindi di fidarci degli altri ed essere semplicemente noi.
Perché, se non ci fidiamo di noi stessi, come possiamo fidarci degli altri?
E come possiamo fidarci di noi stessi se non ci vogliamo vedere?
E poi c'è l'altra parte della medaglia, l'ingannato, il manipolato.
È un grande ruolo da protagonista essere l'ingannato, e troppo spesso si cerca la finzione anche nel definire il ruolo, poiché l'ingannato si autodefinisce vittima e per di più, spesso aggiunge la parola inconsapevole.
Ma è utile definirsi vittima?
Ha uno scopo, un significato questa definizione?
No.
È solamente la Personalità, in antitesi all'Anima che cerca di impedire il lavoro su sé stessi per evolvere.
Ma chi è l'ingannato?
L'ingannato è una persona con un forte attaccamento alla routine, che pur di mantenere uno status quo di stabilità non si occupa più delle persone che ha intorno ma della relazione costruita, dimenticando che la relazione si costruisce con la persona.
In pratica, l'ingannato sposta la priorità dalla persona, per concentrarsi sulla relazione: non si pone più l'attenzione sull'amica, ma sulla relazione di amicizia; non sull'amato ma sulla relazione sentimentale.
Appare subito consequenziale che spostando la priorità e l'attenzione dalla persona alla relazione sarà complicato osservare se entrambi si è sereni o se ci sono segnali di disagio.
Semplicemente verranno ignorati i segnali, perché poco importanti rispetto al mantenere le cose come sono.
Quindi si viene ingannati quando non si mantiene l'attenzione su noi stessi: cosa voglio davvero?
Una relazione o stare bene con quella persona?
Stare bene con una persona comporta farsi spessissimo le seguenti domande:
1) Sto dando ciò che chiedo?
2) Mi interessa ancora questa persona o sto mettendo i piedi sulla scrivania in questa relazione?
Questa seconda domanda può essere sostenuta e quindi aiutata tenendo viva la relazione, avendo e rinnovando obbiettivi comuni, anche pratici, a breve, medio e lungo termine.
Ma non esistono ingannati solo sentimentalmente (amore o amicizia), ma anche chi viene ingannato in una relazione non significativa o nel lavoro o addirittura dallo Stato.
In questo caso si può notare come l'individuo abbia perso non solo la centratura, non ascoltando le proprie priorità, ma si sia dissociato da sé stesso, affidandosi completamente ad altro: è l'elevazione del non riconoscimento delle proprie priorità, annullandole completamente in favore di altro identificato in maniera utopistica come "Bene" (Bene della Ditta o della Collettività).
Anche qui è opportuno chiedersi se il Bene Comune è in linea con il Mio Bene, trovando il giusto compromesso.
Quando l'inganno arriva dallo Stato o da un titolare, non sempre è possibile opporsi all'inganno, una volta rilevato che il Bene Comune è Diverso dal Mio Bene.
Ricordiamoci allora che già solo il prendere coscienza e consapevolezza dell'inganno in essere crea un distacco emotivo sano, che impedisce all'ingannato di entrare a far parte della massa di ingannatori, Ditta o Società.
Saltare dall'altra parte, è una grande tentazione, perché far parte del gruppo che detiene il potere attira molto le Anime Giovani.
Il distacco emotivo sano aiuta ad accogliere l'energia stando pronti al cambiamento, poiché nessun inganno dura per sempre.
Non serve nemmeno mettersi in una posizione confittuale con l'ingannatore, poiché, ricordiamo, anch'essi che detengono il potere, stanno crescendo come Anima e hanno i loro tempi di maturazione.
Ma torniamo agli inganni: abbiamo visto che sia l'ingannatore che l'ingannato sono facce della stessa medaglia, e quindi complici perché non può esistere uno senza l'altro.
Ma se dobbiamo lavorare su noi stessi (l'ingannatore) o di più sulle nostre priorità (l'ingannato), come possiamo fare, da un punto di vista pratico, dopo aver preso consapevolezza di cosa si muove dentro di noi?
Possiamo aiutarci con un decreto, in cui invochiamo la Sacra Presenza Io Sono, che in altre parole è l'aggancio del Divino in noi e chiedere, ripetendolo 3 volte:
Amata Presenza Io Sono, prendi il comando ORA, della mia vita. Grazie Padre, Grazie Madre.
Con Amore
Titti Dordoni Sadhani

Commenti
Posta un commento