La bacchetta magica
Fin dai tempi più antichi, l’uomo ha rappresentato attraverso simboli visibili, il potere magico che agisce sul piano materico attraverso quello eterico. Gli esempi più antichi sono pitture rupestri in cui sono rappresentati bastoni, scettri, o bacchette e da alcune sembra escano dei raggi.
In torbiere del nord Europa sono stati ritrovati bastoni in legno o in osso con forma di animali (cervo e serpente) che servivano presumibilmente per propiziare la caccia e per rituali magici legati ai cicli della natura.
Bastoni considerati magici in legno, metallo con cristalli ecc. sono stati usati in passato e pressoché in tutte le culture (Antica Cina ed Egitto, India, Persia, Babilonia, Israele, Grecia, Roma antica, ecc.). Durante il Rinascimento sono citate in varie storie bacchette usate per trovare tesori o l’acqua. La Chiesa ovviamente avversò in vari modi i detentori di queste antiche saggezze e capacità, tollerando la ricerca d’acqua soprattutto nelle campagne, ma condannando come pratica di stregoneria la ricerca di tesori o minerali nascosti. Ciò che era manifesto culturalmente si fece quindi più simbolico, per sfuggire alla censura e probabilmente all’inquisizione.
Compaiono in questo periodo i primi Tarocchi con la loro ricca simbologia e gli elementi della cultura popolare antica viene mescolata a miti e simboli tramandandosi come favole per bambini, inizialmente tramandate solo oralmente, nelle quali maghi, streghe o esseri fatati usando particolari oggetti magici, aiutano l’eroe o una vittima di ingiustizia a mutare o differentemente realizzare il proprio destino come nella fiaba di Cenerentola la trasformazione di una zucca in una suntuosa carrozza per andare a ballare col principe ad opera di una bacchetta mossa da una fata. Più recentemente i cartoni animati Disney e i film di “Harry Potter” hanno riportato molto in auge questi magici oggetti.
Se osserviamo la prima carta degli Arcani Maggiori, il Bagatto, o il Mago colui che cioè inizia la Grande Opera, notiamo che davanti a se, su un banco, sono presenti tutti i simboli dell’Arte Magica: una coppa (offerta e condensazione di forze) un coltello o una spada (il Solve, dispersione delle energie), alcuni dadi (il destino) delle sferette forse di incenso (l’offerta) e in mano tiene una bacchetta (il Coagula, condensazione delle energie). In alcuni mazzi c’è anche un bastone del comando!
Possedere una bacchetta magica significa sapere che si può agire su diversi piani di realtà, coagulare delle forze, tracciare il cerchio di protezione attorno al luogo in cui il Mago compie i suoi riti o segnare le pozioni per i vari usi. Potenzialmente è possibile usarla per cercare tesori nascosti, ma anche emozioni o dolori antichi e parimenti sapendola ben usare, sciogliere i nodi che pesano sul cuore, o ingarbugliano il flusso energetico dei chakra. Gli usi dipendono dalla sensibilità del possessore, dal legno utilizzato, dall’intento con cui è stata realizzata, dalla presenza di simboli specifici, dalla forma e dalla presenza o assenza di cristalli, metalli, ecc. che sono in grado di concentrare, indirizzare le varie energie. La bacchetta funziona come una estensione del braccio, la forma influenza la struttura dell’energia generata, la presenza di cristalli o minerali la trasforma in un orgone, simboli specifici che attingono alle tradizioni magiche più diverse possono accendere i poteri della mente magica, oltre a condensare l’Intento magico di chi la realizza.
Il Mago Supremo non ha bisogno di nessun simbolo, nessun rituale o oggetto perché la sua capacità risiede nel suo volere, nella sua parola che crea e plasma la realtà essendo stato iniziato ai misteri dell’Infinito. Egli sa che tutte le espressioni esterne servono solo come mezzi suggestivi per la mente. Con questo spirito nel tempo si sono generati i rituali di ogni tipo e anche la raccolta e la lavorazione di tutti gli strumenti avviene oggi come in passato in maniera ritualizzata per enfatizzare l’intento e la sacralità degli oggetti e dell’atto stesso con cui sono stati creati.
La raccolta di un legno destinato ad un uso così particolare va fatta seguendo un preciso rituale. Già entrando nel bosco sarebbe buona norma fare una prima richiesta generica al bosco e poi una più specifica ai singoli alberi scelti, per chiedere se vi è da parte loro la volontà di donare un ramo che possa riprendere vita nelle nostre mani, divenendo così uno strumento dotato di proprietà curative, recettive e magiche. In questo modo oltre a Una volta ottenuto è buona regola ringraziare facendo una offerta al bosco.
Quando conduco gruppi di persone per queste attività faccio anche comprendere come riconoscere la differenza fra un legno donato e uno preso con la forza.
La prima lavorazione di pulizia avviene nel bosco stesso usando uno specifico strumento da taglio usato solo per questo scopo in modo da verificare l’integrità del legno: è consigliabile evitare quelli con crepe o lavorazioni profonde da parte di funghi e parassiti. Una volta rientrati al domicilio si svolge un primo rituale di consacrazione, con una formula e un incenso specifico prima di iniziare la lavorazione vera e propria.
In teoria qualunque ramo donato da Madre Natura può avere particolari proprietà che verranno espresse attraverso alcune specifiche meditazioni svolte durante la lavorazione, se però si vuole costruire uno strumento per degli usi specifici come aiutare a guarire, difendersi dalle forze oscure, sciogliere i nodi del cuore o mescolare le pozioni. si proseguirà la ricerca finché non si trova quello che si cerca. Le varie tradizione antiche europee (celtica, norrena, slava, romana) associano a moltissimi alberi e arbusti, specifici significati simbolici in quanto dotati di proprietà curative, nutritive o tossiche, fra questi, alcuni sono considerati particolarmente sacri come la betulla, il biancospino, l’alloro, il pino, il tasso, ecc.
Solitamente faccio le mie richieste presso centri di forza, luoghi dove fin dal neolitico si svolgevano dei rituali e presso cui furono eretti Menhir, Dolmen, Cromlech o semplici massi cuppellari. Per mia fortuna tutta l’area prealpina è ricca di tali luoghi.
Ogni oggetto magico richiede di essere realizzato con un forte atto di volontà, con un intento! È necessario anche capire la specifica vocazione del legno in nostro possesso, consiglio sempre di fare a questo proposito delle meditazioni per capire se per es. è necessario incidere col fuoco delle rune o dei simboli particolari per potenziare l’intento, se il legno può o vuole accogliere un cristallo o un metallo, ecc. Talvolta l’immagine è così chiara che si può lavorare senza interruzioni anche alcuni giorni. Se devo fissare degli oggetti (piume, cristalli, ecc) piuttosto che usare colle sintetiche preferisco utilizzare quelle dei primitivi (bitume o una miscela di resine di conifere, cera d’api e polvere di legno). I colori con cui abbellirla possono essere ottenuti da polvere di pietre, ossidi e pigmenti.
Terminata la creazione della bacchetta verrà recitata in un luogo particolare una formula che ne consacrerà l’uso. L’attivazione avviene di solito nel corso di particolari cerimonie e nel caso serva per es per la guarigione, sperimentandone l’efficacia su una persona che necessita i suoi benefici.
Hans Martin Hunger

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