L’attualità del Carro ai giorni nostri




 La carta del Carro, 7° Arcano del Tarot de Marseille, rappresenta un baldo giovine che sul suo calesse viaggia per il mondo. Non è un giovane qualsiasi è un principe che oltre a vestiti regali ha anche uno scettro che certifica il potere della casata da cui proviene. Il cocchio è il mezzo perfetto che oltre a espletare la sua primaria funzione che è quella dello spostamento dona anche una certa immagine al principe. Già da subito il carro mostra il proprio essere duplice: molti sono gli elementi e i particolari che riportano, a chi guarda la carta, la dimensione duale propria dell’Essere umano. 

Il Tarot infatti racconta l’umanità attraverso i suoi comportamenti, le sue debolezze e i suoi punti di forza, nel carro si racconta dell’uomo e della donna che sono chiamati a prendere le redini della propria vita. Hanno due modi per farlo o agendolo oppure facendo finta di farlo, quest’ultimo atteggiamento spesso non è consapevole. Nell’interpretazione dei tarocchi bisogna tenere presente la dualità: gli Arcani possono rappresentare il loro significato nella stagnazione o nella fluidità. 

Un Carro fluido racconta di una persona che agisce nel mondo e la sua azione è quella di servizio non rivolta a se stessa ma in funzione del bene altrui mentre un carro in stagnazione parla di un essere umano che racconta o rappresenta una situazione che non c’è ovvero un’illusione. Se guardi la carta infatti potrai comprendere di cosa parlo: i cavalli non hanno redini e sembrano procedere in direzioni opposte, le ruote non sono attaccate al cocchio ma paiono semplicemente appoggiate: nell’insieme l’immagine sembra reale tuttavia se ci sofferma sui particolari però non è così. Sembra la rappresentazione dell’essere umano occidentale di oggi diviso dai due punti di vista quello “scientifico” e quello legato al sentire personale. Da un lato persone che lottano tra di loro per capire chi ha ragione e dall’altro tutti quelli che sanno chi sono e quali siano i loro diritti e vivono la vita in funzione della generazione che verrà. Un uomo è quello che è e non è quello che ha, il Carro mostra molto bene cosa voglia dire: il principe che guida il cocchio non ha redini egli comanda perché ne ha diritto se vorrà andare a sinistra il carro andrà a sinistra se vorrà fermarsi il carro si fermerà. Dal punto di vista stagnante però rappresenta tutte quelle persone che non vogliono faticare per comprendere o per apprendere cosa voglia dire avere e utilizzare dei diritti perciò essi rappresentano e giocano a fare i principi ma in realtà non lo sono. 

Questi ultimi sono quelli che se non si rendono conto che stanno “giocando” finiscono per fare male o per farsi male. La coscienza è frutto dell’esperienza e non dell’illusione. Immaginare, rappresentare non portano i frutti dell’esperienza: il principe con il suo carro parte per fare esperienza del mondo per portare ciò che ha imparato cercando di trasmetterlo agli altri attraverso le sue azioni e intanto impara a sua volta. 

E tu quante volte sei coscientemente nella tua azione e quante invece ti illudi di fare qualcosa?

Antenore


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