VIAGGI ASTRALI
Nel mio caso l’esperienza è stata del tutto involontaria, è accaduto quando ancora se ne sapeva molto poco e quasi nessun libro era stato pubblicato in tal senso.
Che cosa mi accadde:
La prima volta avevo circa 15 anni ( e a tanti accade proprio nel periodo dell’adolescenza, come in seguito scoprii) mi ritrovai a essere cosciente durante un sogno, che però aveva qualcosa di deverso dal solito.
Passeggiavo su Castelvecchio, all’epoca vivevo a Verona, era notte eppure non riuscivo a tenere gli occhi ben aperti perché la luce di qualsiasi cosa guardassi era accecante. Quasi come se ogni oggetto emanasse luce. Vidi una persona che faceva jogging con la tuta e il cappuccio sulla testa.
Lo chiamai, non mi vide, gli urlai non mi sentì. Si bloccò, guardò dalla mia parte come se mi avesse visto e poi continuò la sua corsa.
Mi prese una vertigine ed eccomi di nuovo in camera mia. Davanti al mio letto.
A quel punto mi resi conto che il mio corpo era lì disteso, come se fosse un guscio vuoto. Mi lanciai su di me come a rivestirmi di me stessa. Il corpo era rigido, faticai ad entrarci, come se si fosse rimpicciolito durante la mia assenza. Urlai, chiamai aiuto, e poi finalmente riuscii a scivolarci dentro.
Ok, mi dissi, è fatta sono dentro… provo a muovermi. Nulla… il corpo era paralizzato, non riuscivo a emettere nessun suono . Quasi (e poi in seguito scoprii che è così che accade) come se la mente si fosse svegliata mentre il corpo no (infatti ha bisogno di qualche minuto in più).
Da quel giorno, per 3 lunghi anni, ogni notte nel dormiveglia la storia si ripeteva. Cominciavo a sentire un rumore metallico, quasi come due pezzi di ferro che sbattono, il suono man mano diventava sempre più frequente, il mio corpo cominciava a vibrare e in un attimo sguisciavo fuori.
Ero terrorizzata. Tutto condito, per non farmi mancare nulla, delle voci che chiamavano il mio nome tutte le notti. Ero convinta di essere schizofrenica . Non avevo nessun controllo su quello che accadeva e quando non sai come fermare il processo, diventa spaventoso.
La sensazione che provavo era di essere sola al mondo perché nessuno mi sentiva o percepiva, mi prendeva il panico e cosa poteva accadere in una dimensione dove il pensiero crea?
Materializzavo le paure. Ovvero, se pensavo che ci fosse un mostro a tre teste pronto a mordermi, eccolo apparire e mordermi.
Per necessità quindi ho iniziato a cercare libri e letture e piano piano ho raccolto informazioni.
La dimensione astrale è un vero e proprio luogo, per cui spesso e volentieri quando si parla di uscite dal corpo bisognerebbe specificare alcune cose che io ho vissuto sulla mia pelle.
Uscire dal corpo implica un cambio di dimensione dove non percepisci più il tuo corpo ma è come se tu fossi solo mente, solo pensiero.
L’astrale è suddiviso in livelli , se aiuta possiamo rifarci all’idea dantesca di gironi, per cui una volta fuori dal corpo ci troviamo nei livelli più bassi dell’astrale, ovvero in quei livelli più vicini alla vibrazione della materia. Sono quei livelli piuttosto bui, dove si aggirano energie in linea con il livello (basse) e dove (come avviene in tutto l’astrale) la mente crea e manifesta immediatamente.
Quindi qualsiasi paura o timore appare davanti a noi.
E’ importantissimo prendere quindi dimestichezza con il proprio mentale, che deve tenere sotto controllo l’emotivo, in modo tale da non creare mostri e salire verso un astrale più leggero. Ci vuole allenamento.
Detto questo mi sorge spontanea una domanda : perché in tanti cercano questa esperienza? Fate parte di loro?
Cosa muove questo desiderio? Curiosità? I
l bisogno di avere fiducia sull’esistenza della vita dopo la morte?
Aspetto le vostre risposte nei commenti per andare avanti con spiegazioni e tecniche nel prossimo articolo.
A presto.
Raffaella Petra
Bellissimo articolo!!!
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