FUTHARK: INFINITO CICLO DI MORTE E RINASCITA - Simposio Morte e Rinascita

 Il Futhark, l'antico alfabeto delle popolazioni germaniche composto da 24 lettere: le Rune.

Viene definito un alfabeto magico in quanto le stesse rune che lo compongono sono molto più di semplici lettere, esse sono simboli con una propria energia, sono degli archetipi, racchiudono saggezza e conoscenza.

La loro disposizione non è casuale, ogni runa si collega ad una determinata esperienza e condizione dell'essere umano sul piano fisico, emotivo e spirituale; l'intero Futhark ripercorre le tappe dell'uomo da quando nasce a quando muore...UN CICLO INFINITO DI MORTE E RINASCITA, un percorso dell'evoluzione dell'anima, la quale sperimenta attraverso l'Incarnazione ed evolve vita dopo vita.

Fehu, la prima runa, il principio, la nascita, che porta in sé tutta l'esperienza già fatta nei percorsi precedenti e Dagaz, la ventiquattresima runa, la morte che rappresenta un processo di trasformazione verso l'alba di un nuovo giorno, pronta a ri-nascere nuovamente portando con sé il bagaglio di consapevolezza acquisito lungo il cammino.

Questo processo di morte e rinascita possiamo ritrovarlo in più rune.

Hagalaz: prima tra tutte, é la numero 9. Essa rappresenta la grandine con il suo potere distruttivo, quindi la Morte intesa soprattutto come dissoluzione della forma, un processo di destrutturazione e di liberazione da schemi vecchi e costrittivi... ma avete mai visto come appare un cristallo di ghiaccio al telescopio? É armonia e bellezza pura... una struttura perfetta, base dell'esistenza e soprattutto, é Acqua, Vita... Rinascita. Hagalaz racchiude quindi il processo di trasformazione e crescita personali attraverso il continuo alternarsi di distruzione e creazione, di morte e rinascita.

Kenaz, runa numero 6: qui troviamo ancora il dualismo della vita ma attraverso il fuoco della trasformazione. Rappresenta il fuoco alchemico che ardendo distrugge il vecchio e le identificazioni ed il fuoco di una fiaccola che illumina la strada ed indica una nuova via.


Kenaz fa luce nel buio…proprio come nuova vita rinasce dalla morte.

Jera, runa numero 12: ancora trasformazione, cambiamento e rinnovamento… qui fa da protagonista la rinascita. Jera è la runa del solstizio d’inverno; indica il momento in cui si raccolgono i frutti del lavoro fatto e atteso con tanta pazienza, il tempo più propizio per riposare…una morte iniziatica per poi rinascere.

Jera è infatti la runa che apre la porta ad un nuovo livello di coscienza; essa simboleggia la Reincarnazione.

A seguire Eihwaz, runa numero 13. Essa simboleggia un tasso, albero di vita eterna (ciclo di morte e rinascita). Dopo essere tornati alla vita con Jera, siamo pronti a prendere consapevolezza del processo di morte e rinascita con Eihwaz, ad addentrarci negli abissi, ad intraprendere il viaggio all’interno di noi, per incontrare ed integrare la nostra ombra per poi risalire pieni di luce e consapevolezza.

Eihwaz è il viaggio sciamanico, quel viaggio che ritroviamo rappresentato nella struttura di Yggdrasil, l’albero del Mondo della tradizione norrena.

Abbiamo accennato in questo articolo, solo alle rune in cui risulta essere più evidente il concetto di Morte e Rinascita, ma non dobbiamo dimenticare che ogni singola runa racchiude anche le caratteristiche di tutte le altre e che tutte insieme formano e determinano un percorso.

Potremmo vederle come 24 mondi che all’interno racchiudono altri 24 e cosi via ma che insieme formano un unico grande mondo, anch’esso parte di un insieme di tanti altri mondi.

Il Micro nel Macro ed il Macro nel Micro…Tutto in un ciclo infinito di Morte e Rinascita.

Grazie, Luna Huna

 

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