Dal fiume al mare - Morte e Rinascita tra gli elementi naturali - Simposio Morte e Rinascita

Quando avevo 8 anni chiesi a mia madre di darmi una spiegazione plausibile in merito alla morte: per me non era possibile che qualcosa finisse di esistere e basta. Tutti i bambini sanno che non è possibile, semplicemente perché questa visione non è in accordo con l'universo.
Oggi sono sempre più convinta che debba esserci qualcosa dopo quella che chiamiamo morte e ho voluto chiedere direttamente agli Spiriti degli elementi Naturali cosa ne pensassero.

"Ehi.. vieni!"
Chi mi stava chiamando, con questa vocina allegra, pura e gioiosa, simile a quella di un bambino?
Era un fiume, vivo e spiritoso, guizzava lungo il suo letto spruzzando gocce luccicanti.
"Guarda, alla fine io divento qualcosa di nuovo, di più grande. Io muoio perché mi fondo col mare, ma ne divento parte. Per me arrivare al mare è come per voi arrivare a New York: una moltitudine di gente nuova, di strade, piazze, palazzi, luci in cui immergermi, con cui mescolarmi."

Ho chiesto di essere accompagnata da altri Spiriti della Natura che rispondessero alla mia domanda: "Come percepisci tu la morte e la rinascita?"

Sono giunta in un parco, e un grande platano mi ha mostrato il suo autunno, con la perdita delle foglie. "Questo è morire, lasciare andare tutto ciò che non serve più, per poi rinascere in primavera, con nuovi germogli. La vita è tutta fatta di cicli, ve ne siete dimenticati! Ma ogni cosa deve seguire il giusto ritmo, deve accadere con i tempi adatti. Un ritmo costante, simile all'onda del mare, che va e viene..."
E così ho incontrato le onde del mare, le ho ascoltate e osservate nel loro moto ipnotico e rilassante, nel loro gonfiarsi e ingrandirsi per poi scivolare e scaricarsi verso la riva.
"Cos'è per te la morte e la rinascita?"
"Vieni, son qui, guarda più in grande!"
Era lo Spirito del Mare che mi chiamava: "Io muoio ogni volta che divento vapore che sale al cielo. Quando mi trasformo e salgo, non sono più io. Quelle goccioline vivono la loro avventura tra venti, nuvole e temporali per poi ridiscendere e tornare da me, per ricrearmi. In realtà, ogni volta che tornano, hanno vissuto delle esperienze che le hanno trasformate, accresciute. Addirittura spesso non tornano direttamente da me, ma devono affrontare prove, attraversare ghiacciai e montagne, ripide valli, scendere sotto terra e risbucare.. E quindi, al loro arrivo, portano anche a me la loro storia, e io non sarò mai più quello di prima. "

Mi sono ritrovata quindi su una strada. Mi sono chiesta cosa c'entrasse una strada con gli Spiriti Naturali e la sua risposta è stata: "Prima di essere catrame ero carbon fossile, stavo sottoterra. Migliaia di anni mi hanno trasformato."
Ho osservato il lavoro degli uomini che raschiavano l'asfalto e stendevano un nuovo strato. "Ecco vedi, sono ancora io, ma non sono più io.. ora ho una parte nuova. Addirittura a volte mi cambiano direzione, creano deviazioni, così sono ancora più nuova." Mi ha spiegato ancora sorridendo per la mia visione limitata riguardo al suo essere Spirito della Natura, come volesse distogliermi un po' da quell'idea bucolica della realtà e della vita che avevo in testa e riportarmi al concreto.

Alla fine è apparsa una grande nuvola bianca.
"Io muoio ogni volta che mi disperdo nel cielo." Mi ha fatto sperimentare le sue sensazioni. "Senti, non è bellissimo? Ogni volta le mie particelle si allontanano e si crea sempre più spazio tra esse, dentro me, così tanto che io non ci sono più, eppure esisto ancora.."
Effettivamente quella sensazione di spazio che ho provato, mentre le particelle lentamente si allargavano, era davvero rilassante. "E poi rinasco, sono io ma non sono più io, perché le mie particelle si uniscono ad altre per formare nuove nubi, talune da una parte, talune da un'altra in un gruppo differente. "

Ad un tratto lo Spirito dell'elemento Aria ha iniziato a giocherellare intorno a me, sfiorandomi il viso e il corpo. Rideva come un matto, di una gioia e leggerezza che solo i bambini conoscono. Mi ha invitato a seguirlo vicino ad uno specchio d'acqua dove ho potuto osservare la mia immagine riflessa: il mio viso pian piano ha iniziato ad invecchiare finché la pelle è caduta, ho visto le ossa del mio cranio e poi anche quelle si sono sgretolate. Ecco che allora è apparsa nell'acqua la mia vera immagine, quella del mio spirito.
"Morire significa tornare alla propria vera essenza, rinascere nell'autentica bellezza dell'anima."

Qui, sulla terra, non siamo che un'unghia di ciò che realmente siamo, sia in termini di spazio che di tempo. La nostra anima è molto più grande di tutto questo, ed è molto più antica e infinita.

Con affetto
Layla ❤

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