Calavera Catrina volto del Dia de Los Muertos - Simposio Morte e Rinascita

 


La morte è democratica, perché alla fine, la madre, la bruna, i ricchi o i poveri, tutte le persone finiscono per essere teschi

 

José Guadalupe Posada

 

Il personaggio della Calavera Catrina (la donna-scheletro ispirata alla ‘Signora dei Morti’ azteca), è stato creato intorno al 1913 dall'illustratore, vignettista, incisore messicano Jose Guadalupe Posada come soggetto della sua serie di litografie dal carattere satirico ed addirittura politico, poiché ispirate alla borghesia e ai drammi quotidiani del popolo messicano sottomesso alla dittatura. Calavera Catrina nasce come caricatura di una tipica donna messicana di quel periodo, che si vergogna e rinnega le sue origini indigene imitando grottescamente costumi ed abitudini dell’aristocrazia europea: indossa infatti un largo cappello con piume di struzzo e abiti sfarzosi dell’alta società di fine ‘800. Da allora diventa l’icona della resistenza contro il dittatore Porfirio Díaz e simbolo imprescindibile del culto dei morti del Messico, che prende le distanze dal culto cristiano-cattolico pregno di dolore e di paura.

Dopo Jose Posada, altri artisti messicani usarono le Calaveras come protagonisti delle loro opere. Diego Rivera (compagno di Frida Kahlo) la rappresenta in un popolare murales dal titolo: Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central dove raffigura al centro La Calavera che sorride guardando lo spettatore ed è circondata dallo stesso Diego, da Frida e da altri numerosi personaggi agghindati secondo la tradizione messicana e la moda del momento.

 

L’immagine della Calavera Catrina con il suo atteggiamento sarcastico ci comunica che davanti alla morte siamo tutti uguali, non contano il ceto sociale, l’etnia, la religione. E’ quindi portatrice di un messaggio di riscatto.

Si sa, le celebrazioni del Dia de los Muertos del popolo messicano hanno origine dal popolo Atzeco e assumono connotazioni allegre poichè la morte viene esorcizzata e sentita come annunciatrice di una condizione migliore. Per queste culture, la morte era un passaggio naturale della vita: gli antenati erano ancora membri della comunità, tenuti in vita nella memoria e negli spiriti e che durante il Día de los Muertos, ritornavano sulla Terra.
I festeggiamenti e le celebrazioni oggi, durano qualche giorno e  sono coloratissime, sono un’esplosione di maschere variopinte e gioia di vivere. Il fulcro sono le “ofrendas”cioè altari carichi di offerte per gli spiriti, dolci zuccherati a forma di scheletro (calaveras), candele…

La Calavera Catrina si è integrata benissimo nell’intimità di questa cultura dei morti, perché ci ricorda che “Todos somos calaveras”, siamo tutti scheletri, quindi ci invita a goderci la vita.

Purtroppo la figura della Calavera Catrina è arrivata in occidente svuotandosi completamente del suo significato spirituale, diventando di tendenza come costume di Halloween o un tatuaggio. 

Alessia Gatti - Blar

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