La Fotografia è violenta: non perché mostra delle violenze, ma perché
ogni volta riempie di forza la vista, e perché in essa niente può sottrarsi e
neppure trasformarsi.
Roland Barthes
Se si parla di Ombra, la forma visiva più aderente ad
essa è sicuramente la fotografia. Questa
tecnica essendo un segno indiziale, ha un legame “fisicamente forzato” con la
realtà. Cos’è la fotografia se non “imago lucis opera espressa”? Immagine
rivelata dall’azione della luce, come lo è l’ombra rivelata dalla presenza della luce. Senza luce
nessuna ombra. Cos’è la notte se non una grande ombra che si proietta sulla
terra?
La fotografia, è pervasa da una sensazione di magia.
Attraverso la fotografia si ha la possibilità di acquisisce il soggetto, esso
può essere una persona o una cosa a noi cara oppure un evento, vissuto
personalmente o no; resta comunque il fatto che la fotografia è un modo per
acquisire una nuova conoscenza senza passare attraverso l’esperienza diretta.
Nella fotografia di un’ombra, la si può
cercare di afferrare, di toccare, di penetrare ma effettivamente non si
riuscirà ad andare al di là della sua sembianza.
Le fotografie in bianco e nero fanno capire bene la sensazione di ombra. Le
ombre nascono perché c’è qualcosa/
qualcuno che si è interposto tra la luce e la superficie dove esse appaiono.
Blanchot dice:
“ L’essenza dell’immagine è di essere
tutta esteriore, senza intimità, e ciò nonostante più accessibile e misteriosa
dell’idea di interiorità, di essere senza significato, pur evocando la
profondità di ogni possibile senso; non rivelata e tuttavia manifesta,
possedendo quella presenza-assenza che costituisce la seduzione e il fascino
delle Sirene”.
Concludo con una frase di Roland Barthes tratta dal suo libro
più celebre, La Camera chiara :
“ L’aria è dunque l’ombra luminosa che accompagna il corpo; e
se la foto non riesce a palesare questa aria, allora il corpo va avanti come il
mito della Donna senza Ombra, non resta altro che un corpo sterile. E’ per mezzo
di questo sottile cordone ombelicale che il fotografo dà vita, se, per mancanza
di talento o per disavventura, egli non sa dare all’anima trasparente la sua
ombra chiara, il soggetto muore per sempre”.
Bibliografia:
Roland Barthes, La
Camera Chiara, Einaudi
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