Il Secondo specchio Esseno delle relazioni in chiave Metafisica
Ciao a tutti!
Eccoci con il secondo specchio esseno. Nell'articolo precedente abbiamo visto la filosofia di vita di questa antichissima popolazione vissuta ai tempi di Gesù, e il primo modo da loro utilizzato per capire noi stessi e lavorare l'energia che quindi emaniamo.
Sappiamo già, quindi, che se noi siamo in pace con noi stessi, emaniamo pace, serenità intorno a noi e ci torna con abbondanza ciò che è dentro noi.
Come arrivare ad una forte consapevolezza di sé, per mantenere l'energia giusta per raggiungere i nostri traguardi nonostante le prove della nostra incarnazione?
I metodi sono veramente infiniti, uno di questi è l'utilizzo degli Specchi.
Il secondo specchio dice: Io Rifletto Ciò Che Giudico.
Innanzi tutto osserviamo la differenza fra constatare e giudicare.
Constatare, osservare con distacco emotivo: per esempio, "la foglia è verde". Osservate come in questa frase non c'è alcun elemento coinvolgente, semplicemente è un dato di fatto che la foglia è verde.
Giudicare, invece, implica un tribunale, un processo e una condanna, tutto a livello emotivo, niente di distaccato...
E nel momento stesso che ci mettiamo pathos, sentimento, creiamo energia ed essendo energia di giudizio, indispensabile in un tribunale ma inutile nella vita, ci ritorna lo stesso tipo di energia emessa, per cui veniamo giudicati o, ancor più precisamente, CI SENTIAMO giudicati.
Il secondo specchio chiede attenzione in particolare su come giudichiamo le persone, in particolare quelle che "a pelle" non ci piacciono.
Se qualcosa non ci piace, è perché abbiamo bisogno di lavorarci.
Per esempio, se non ci piacciono le persone arroganti, o prepotenti o qualsiasi altro atteggiamento, sarebbe opportuno andare a vedere dentro noi stessi come gestiamo quella caratteristica!
E scopriremo che c'è quel qualcosa che non ci piace più di noi stessi, o con cui, in passato, abbiamo combattuto tanto e lo viviamo ancora come energia di minaccia perché non ci sentiamo sicuri di aver vinto la nostra battaglia superando l'atteggiamento osservato.
Ricordiamoci che non possiamo giudicare ciò che non conosciamo già, ciò che non è dentro noi!!!
Accogliamo, quindi che se giudichiamo qualcosa o qualcuno, questo è dentro di noi, lo abbiamo, lo stiamo sperimentando in qualche modo!
Solo prendendo questa consapevolezza, possiamo far pace con questo nostro lato, lavorarlo ed evolverlo.
Mi ricordo che da bambina amavo andare a mangiare la pizza in un posto, dove dal parcheggio al ristorante, c'erano molte signorine con abiti sgargianti e per me stupendi, che erano stra gentili con mio papà, perché tutte gli sorridevano e lo salutavano. Quando ho sentito mia mamma che diceva che quelle signorine stavano lavorando, io ho subito espresso il desiderio di fare anche io quel lavoro, che doveva essere bellissimo, perché erano tutte sorridenti ed eleganti.
Questo perché se non conosci, non puoi riconoscere e non muovi giudizio...
Se giudichiamo qualcosa o qualcuno, è perché non siamo a posto con noi stessi.
Quindi, il mio consiglio è di osservarci in quei atteggiamenti, e riconoscere il giudizio contro noi stessi, e perdonarci, per meglio accogliere noi stessi e gli altri.
Qui, in controtendenza con il gran vociare dei tanti contro i reality, io vi invito a guardarli per utilizzarli come lente d'ingrandimento.
Sicuramente ci saranno personaggi che vi sentirete liberi di odiare, perché schermati dal virtuale, dall'impossibilità di concreta frequentazione ed ecco che quindi potrete proprio accorgervi di cosa non volete vedere di voi stessi, cosa vi state chiedendo di modificare da tempo e non volete ascoltare.
Credo che suggerire di non vedere televisione o reality, sia chiedere di vivere fuori dal nostro tempo, mentre lavorare nel qui e ora con tutti gli strumenti che abbiamo sia una grande opportunità.
Se vogliamo, possiamo aiutarci a lavorare con quello che questo specchio mette in mostra, con un decreto molto bello,da ripetere 3 volte, che ci aiuta nella relazione con gli altri:
IO TI AVVOLGO E MI AVVOLGO NEL RAGGIO DORATO DELLA SAGGEZZA E TI COMPRENDO E MI COMPRENDO.
GRAZIE PADRE, GRAZIE MADRE.
Con Amore
Titti Dordoni Sadhani

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