Counseling e dintorni
Da quando sono diventata counselor mi sono scontrata con la realtà scoprendo che questo lavoro oltre ad essere molto complesso, richieda un costante lavoro su se stessi e innumerevoli supervisioni, non è assolutamente chiaro ai più. Quando tento di spiegarlo, spesso e volentieri il mio interlocutore rimane perplesso per poi concludere con un : ah ok come uno psicologo.. ebbene no. Certo è che se avesse un nome più fruibile sarebbe ben più semplice comprendere cos’è sto benedetto counseling.
Proviamo a fare un pochino di ordine:
Non c’è una parola in italiano che traduca esattamente questo termine che deriva dal verbo latino cum - solere che significa aiuto a sollevarsi. Il counseling come disciplina nasce intorno agli anni 30 in America e ben presto si diffonde in tutta Europa per aiutare la popolazione durante il dopoguerra. In seguito grazie a Carl Rogers, psicologo umanista si diffuse in ospedali aziende e scuole.
COS’E’ IL COUNSELING:
È un mestiere di aiuto : quindi rivolto a chi si trova in un momento di difficoltà, che può essere un lutto, una separazione, la perdita di un lavoro o in generale una crisi esistenziale.
L’incontro si svolge sia in presenza che on line tramite un colloquio tra counselor e CLIENTE (no paziente, ecco una differenza con il mestiere dello psicologo) Lavora nel qui e ora, (altra significativa diversità dal mestiere dello psicologo) significa che non lavora su traumi del passato o su blocchi che derivano da periodi antecedenti (tipo infanzia), ma su quello che viene portato dal cliente in quel momento. Si stabilisce insieme al cliente l’ambito o l’obbiettivo che si vuole raggiungere (che deve avere delle caratteristiche essenziali come essere espresso in maniera positiva, realistico e raggiungibile ed implica che il cliente stesso sia parte attiva nel lavoro) e a quel punto durante gli incontri si cammina insieme verso la meta prestabilita.
CHI E’ IL COUNSELOR E COSA FA:
Il counselor è un professionista che ascolta senza giudizio aiutando il cliente a riscoprire le sue risorse interne e a cambiare il punto di vista su quello che viene ritenuto il problema. Le tipologie di counseling sono svariate, infatti le scuole che diplomano i counselor possono avere indirizzi diversi, e i mezzi che possono essere utilizzati sono molteplici, tra cui il colloquio, il movimento corporeo o l’arte ad esempio.
Non è escluso che durante il periodo di colloqui (in genere sono 10 incontri) emergano delle situazioni che richiedono l’invio ad uno specialista differente . Infatti una delle maggiori attenzioni che abbiamo noi come counselor è comprendere quando il problema esula dalle nostre competenze.
Spero che questa breve spiegazione sia di aiuto a chi sta scegliendo il professionista a cui affidarsi, in qualsiasi caso, non mi stanco mai di ripetere ai miei clienti che per chiedere aiuto ci vuole una forte dose di coraggio, ed una volta fatto questo primo passo il viaggio è difronte agli occhi e la meta, la più importante di tutte è la riscoperta di sé.

Ciao Raffaella, potresti spiegare la differenza, a tuo avviso, tra counselor e coach? grazie 🙏🏻
RispondiEliminaciao Laura grazie a te per la domanda.
RispondiEliminaInnanzi tutto hanno in comune il fatto di non essere ancora regolamentate professionalmente ed entrambe si occupano di far emergere talenti ai loro clienti. Il coaching si differenzia dal counseling in quanto più direttivo come evidenzia anche l'origine del nome (= allenatore) e il tipo di intervento è focalizzato sulla performance del cliente in relazione all'obiettivo. Si potrebbe quindi dire che il Coach è un professionista dedito allo sviluppo delle potenzialità dell' individuo per il raggiungimento di obbiettivi specifici. Questo in linea davvero molto generale. Sarei felice di avere anche una tua opinione a riguardo. Buona giornata