Come l’Arte può farti entrare in contatto con la tua Anima


“Grazie Silvia, veramente toccante … per me ieri sera è stato come aver liberato e alleggerito l’anima..le forze sono tornate...non ci sono parole per esprimere tutto ciò..vi abbraccio…” D. Z. Desidero iniziare da questo messaggio per condividere cosa avviene all’interno dei percorsi artistici che propongo. Quando si utilizza uno strumento creativo, si apre in se stessi uno spazio non prettamente razionale che permette l’espressione. È un'espressione che se accolta in una “cornice” precisa e attraverso una modalità ben strutturata, conduce verso un’alleanza comunicativa e un dialogo profondo alla scoperta di alcune parti di Sé. In questi “luoghi artististici” si può ritrovare il proprio benessere dato che l’esprimersi risulta possibile senza vincoli socio-culturali, se non quelli dettati dalle regole artistiche. Ecco quindi che in questi luoghi si crea uno spazio d’intimità, inviolabile dove si può ritrovare un contatto anche con la propria parte creativa governata da fantasia e inconscio. Nei percorsi di studio come arteterapeuta e conduttrice di laboratori d’arte ho appreso come l’arte può diventare strumento per supportare gli altri; uno strumento per comunicare desideri, aspirazioni inquietudini, sentimenti, emozioni, per portare ordine e chiarezza in una vita spesse volte caratterizzata da velocità e concisione che non sempre permette di vivere in un ritmo a “misura d’anima”. Il valore del lavoro arteterapeutico non sta nel vivere un processo inconscio ma di rielaborare con la coscienza anche una creazione sorta dallo stesso. Una sorta di autoconoscenza che passa attraverso il dialogo tra i canali razionale ed irrazionale. Trovo corretto affermare che per utilizzare l’arte come strumento terapeutico si necessita di strumenti “diagnostici” oggettivi che poi permettono di spaziare nel vasto mondo dell’inconscio. Il percorso di arteterapia che propongo si basa sul Modello Polisegnico, ideato dal M.o Achille de Gregorio e appreso presso la Scuola di specializzazione in arteterapia Artea di Milano. Il metodo si divide in tre parti e risulta essere un percorso che richiede una forte messa in gioco e anche un’assunzione di responsabilità pregnante. Con l’arte tutto può diventare leggero, ma la nostra anima in un percorso di conoscenza è sempre chiamata a mettersi in gioco e in discussione. …” l’arteterapia è una disciplina che, utilizzando le tecniche e la decodifica dell’arte grafico -plastica, ha l’obiettivo di ottenere dalla persona manufatti che racchiudono pensieri ed emozioni che messi a fuoco nel percorso dell’Atelier, diventano simboli comunicabili. La messa in forma visiva e concreta rende condivisibili le immagini e, alla strategia di base delle terapia artistica, permette alle persone di rendere riconoscibile desideri, traumi aspirazioni, inquietudini e problemi che altrimenti rimarrebbero sopiti e non compresi. All’interno di una protetta e concordata relazione d’aiuto, grazie a un percorso di cura individualizzato e tutelato, tramite segni, forma e materia, nasce il rinforzo, la possibilità di esprimere e quindi la gestibilità del malessere”. De.Gregorio A., L’Arteterapia, abstract. Ed. ArTeA, 2004 Nei laboratori d’arte spesse volte avviene la ripresa del proprio essere creativo. La sperimentazione artistica si crea tramite l'utilizzo di elementi che io chiamo fonti di ispirazioni; in questo questo periodo utilizzo le Creative Cards e la Croce Oracolare del Sincronario Maya. Sono strumenti e simbologie che parlano degli aspetti che caratterizzano la personalità sia in “ombra” che in “luce”. In questo caso vengono sperimentati vissuti e rielaborati a livello artistico con l'utilizzo di diversi materiali ricercando quello con il quale si riesce ad esprimersi al meglio dove idea, strumento e realizzazione diventano un tutt’uno. Qui l’anima vede e fa esperienza di ciò che gli è necessario e si registra nella propria coscienza ciò che si è “chiamati” a sperimentare concretamente.

Silvia

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