L'ego Spirituale, un ostacolo alla crescita
Ti hanno sbloccato tutti i chakra?
Tutto è Uno?
Sai cosa eri nelle Vite precedenti?
Sai cos'è la Matrix e quindi sei un passo avanti agli altri?
Ahimè! La Spiritualità è di moda: si è riempita di "lo sento", "lo percepisco", "sento che è così", "io canalizzo amore"... Tutte frasi che pochissimo hanno a che vedere con la vera EVOLUZIONE SPIRITUALE, ma che piuttosto hanno a che fare con un ego spirituale...cioè un'idea, una forma pensiero della mente riguardo a cosa significhi essere spirituale. Ovvero una personalità che creiamo per poter essere ciò che crediamo significhi essere spirituali. L'ego spirituale si ciba di tutto ciò che il mercato della spiritualità mette in vetrina, senza chiedersi davvero se quella roba sia buona e non piuttosto una droga tagliata male. Si, perché il rischio è quello di allontanarsi dalla vera Via per gettarsi in un luogo dove sono ancora i sensi a fare da padroni, dove si crede che lasciarsi andare alle emozioni sia spirituale, dove si crede che la mente sia da buttare. Molti arrivano su un percorso spirituale spinti da un dolore o da un disagio e considerano poi il percorso una tana dove stare al riparo da quel dolore. La crisi è 99 volte su 100 il motore che ci avvicina al lavoro su di sé ma a volte ci si attacca a ciò che si è conquistato su quel fronte per paura di ricominciare a soffrire, si resta cosi aggrappati a qualcosa di ormai obsoleto.
Ci autocompiacciamo della parola "spirituale" credendo che basti fare un paio di costellazioni famigliari o seguire il tal personaggio o fare meditazione online una volta a settimana e subito arriva il momento dei mala portati come catenine e mai usati, dei pantaloni col cavallo basso che fanno tanto alternativo, dei foulard a mo' di turbante che mi fanno un ovale perfetto e del palo santo che impesta ogni angolo della casa e che per il quale si stanno distruggendo foreste intere.
Facciamo della spiritualità un circo dell'ego, un supermercato fornito di ogni ben di dio dove acquistare compulsivamente il prodotto più adatto a a noi.
Facciamo il punto della situazione:
1 - se non hai una pratica quotidiana di ascolto dell'Anima non stai facendo un lavoro su di te;
2 se non pratichi l'osservazione rispetto alle leggi che governano la personalità, non stai facendo un lavoro su di te;
3 - se credi di essere arrivato da qualche parte perché fai i punti uno e due, non stai facendo un lavoro su di te.
Smettiamola di raccontarci che siamo arrivati da qualche parte, mentre invece siamo solo in sosta all'autogrill a sfondarci di "camogli".
Bisogno avere il coraggio di guardarsi davvero, con occhi aperti e cuore saldo; bisogna tornare indietro e se serve di ricominciare ogni volta da capo come se fossimo totalmente nuovi.
Volontà, Perseveranza, Presenza, Devono essere i fondamenti del lavoro su di Sé...e la PRATICA QUOTIDIANA!!! Nessuna crescita è possibile né part-time, né) mordi e fuggi!!!
Solo così, nell'umiltà di sapere che siamo ancora lontanissimi (ma altrettanto vicinissimi) al contatto con l'anima, potremo muoverci attraverso una Volontà incrollabile verso la meta: il risveglio nell'Anima nella Coscienza dell'apparato biologico.
A presto, Jlenia ᛞᚨᚷᚱᚢᚾ Adain
Photo Credits: The Love Guru, MIke Mayers

Quando c’è vò c’è vò. Brava Sis ❤️
RispondiEliminaeh beh :)))
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