IL NUMERO SEI E I “MARTIRI” DI QUESTO TEMPO
Buongiorno, e ben ritrovati cari amici ed amiche del blog di SpazioFehu.
In questo articolo voglio parlarvi dei numeri “ombra” i quali in realtà sono le chiavi di volta, sia per comprendere a fondo la carta numerologica, sia per accedere e portare nel mondo i nostri talenti. Cosa sono i numeri Ombra, vi starete chiedendo? Essi racchiudono tutte quelle paure, schemi limitanti e tutte quelle situazioni “negative” che nostro malgrado continuiamo ad attirare. Quando siamo inconsapevoli l’Ombra agisce subdolamente come un programma nascosto e molto spesso, la vita nella sua infinita intelligenza, ci porta ad incontrare tutti quei “nemici” o ritenuti tali, che ci mostrano le nostre ferite irrisolte. Non cade foglia che Dio non voglia, dice il saggio. In particolare, oggi vorrei parlarvi dell’Ombra del numero 6 il cui Archetipo associato è L’angelo custode. Il celebre Carl Jung affermava che la forza dinamica di un archetipo può manifestarsi sia in maniera costruttiva che involutiva. Ne deriva che l’Archetipo del martire (il lato Ombra del numero 6) presenta tutte le caratteristiche positive dell’Angelo Custode quali la generosità, l’amore, la dedizione e il servizio, ma portate all’estremo per cui talvolta possono manifestarsi in modo esagerato, così come in altre situazioni possono risultare completamente assenti. Il sei è il numero delle api, del gruppo, della famiglia, della condivisione ed è associato al mito di Demetra: colei che dona e nutre i suoi figli a livello materiale, psicologico e spirituale. Come avrete potuto notare L’Angelo custode porta con sé un’energia straordinaria. Le cose però si complicano quando questo numero agisce in Ombra, e il confine tra luce oscurità è davvero sottile se non illusorio. Chi sono i “martiri” di questo tempo? Beh, questa è un Ombra che ho sperimentato e attraversato fino in fondo e guarda caso, in quel periodo ho incontrato tutte quelle persone che mi hanno mostrato questo mio lato. Solitamente i martiri attirano persone problematiche che hanno bisogno di essere “salvate”. In realtà, nessuno salva nessuno e dietro tanta generosità spesso di nasconde un disperato bisogno di ricevere, quel nutrimento che probabilmente è mancato durante l’infanzia. In effetti, il Martire prova un bisogno a tratti compulsivo di sentirsi utile o di intervenire nella vita altrui, anche in maniera inopportuna. Qui solitamente abbiamo i o le “maestrine dalla penna rossa” prodighe di preziosi consigli non richiesti, le quali spiegano agli altri come vivere. Personaggi con i quali non è semplice avere a che fare, un tantino pesanti per usare un eufemismo, così come lo sono stata io a mio tempo. Gli Dei ce ne scampino da questi personaggi! Se mi guardo indietro, non mi sarei sopportata nemmeno per un momento. Dove c’è un Martire c’è una persona da salvare! In realtà, il Martire del tutto inconsapevolmente attira tutti quegli individui o “casi umani” che non hanno nessuna intenzione di evolvere e di crescere, i quali gli mostrano le sue ferite irrisolte e il finale di queste storie è già scritto fin dall’inizio. La frase chiave è” ma come con tutto quello che ho fatto per te!”. Frase che anche io a mio tempo pronunciai con rabbia e delusione quando l’amicizia con questa persona terminò bruscamente. Credevo di essere il tipo di donna generosa e accogliente, disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte, fino ad annullare me stessa. In verità, dietro questa mia tendenza c’era un gran bisogno di controllare la vita degli altri e anche una buona dose di superbia e arroganza. In effetti, quando scoprii la numerologia e in particolare questo Archetipo, fu una doccia fredda, un brusco risveglio, assolutamente necessario. Dietro questi miei atteggiamenti da “buona samaritana” si celava un grande bisogno di essere vista, riconosciuta e di colmare quei vuoti interiori, che però nessuno poteva riempire al mio posto. Dietro la mia incapacità di dire di no alle più svariate richieste non vi era alcuna generosità, ma un grande senso di colpa e la smania di volere apparire “perfetta”. Se qualcuno di voi si riconosce in questi atteggiamenti, qui di seguito fornirò qualche spunto di riflessione per uscire dal “martirio”.
-Accertati che il tuo aiuto sia veramente richiesto. “Le strade per l’inferno sono sempre lastricate dalle buone intenzioni”. A volte è necessario lasciare le persone al loro destino affinché si salvino da sole.
-Ricorda che ciò che tu giudichi “sbagliato” può invece essere utile per quella persona.
-Impara l’arte del vivi e lascia vivere! Prima di intervenire nella vita degli altri fermati un altro osservati e ascoltati.
- “Lo faccio per il tuo bene!” “Lo dico per te!” Sei davvero sicuro di sapere che cosa è bene per gli altri?
- Quando le persone non corrispondono alle nostre aspettative ce la prendiamo persino con Dio in persona! Gli altri hanno il sacro santo diritto di scegliere, così come l’abbiamo noi! Ed è la loro scelta! Tu non sei perfetto e nemmeno gli altri lo sono. Accetta te stesso e gli altri così come sono. Modellare le persone a proprio piacimento è la via per la frustrazione e l’infelicità.
-Rilassati! Non puoi portare sulle tue spalle il peso del mondo! Pensa innanzitutto a salvare te stesso!
-Ricorda che dare ricevere sono due lati di una stessa medaglia. L’amore e le relazioni non sono mai una strada a senso unico. Impara a chiedere aiuto e a lasciarti nutrire. L’amore e il rispetto per te stesso non devono mai mancare! Vedrai che di conseguenza anche gli altri ti seguiranno più facilmente.
-Allenati a pronunciare dei no decisi all’occorrenza. Lo so non è facile! A volte c’è più amore in un sano vaffan… che nel dire “ti amo”. Assolutamente terapeutico e liberatorio. La nostra è una società, complici le religioni, che si fonda sul senso di colpa, sul dovere perché dobbiamo essere “buoni” e obbedienti. Ma togliamoci tutti quanti la maschera della santità! Siamo tutti santi e tutti “peccatori”.
-Prendi una foto di quando eri piccolo osservala, contemplala con gentilezza e chiedi al tuo bambino interiore di cosa ha bisogno.
-Allenati a ricevere l’abbondanza in ogni sua forma. Datti il permesso di aprirti alla gioia, al gioco e al piacere.
- Come ho già specificato nell’Archetipo del Martire sono presenti tutte le qualità del sei quali l’amore, l’altruismo, il servizio e l’accoglienza, soltanto che rimangono in ombra. Pertanto, abbi molta cura di queste tue parti ferite. Accoglile con amore e dolcezza senza giudicarti sbagliato. Proprio come le api, insetti unici nel loro genere, bevi il miele della vita, ama e perdona te stesso.
Benedizioni
La Stregatta.

Grazie per questo esempio di ombra dell'archetipo 6 ! L'hai scritto molto chiaro e per questo mi arriva molto lucidamente in zucca!
RispondiEliminatrovo molto bello questo ritratto del tipo 6, e mi viene spontaneo l'accostamento col segno
RispondiEliminadella Vergine, sesto segno dello Zodiaco, e portatore di valori molto simili (vedi tendenze alla cura, servizio, controllo, bisogno di elargire consigli, bisogni affettivi non risolti, frugalità). Grazie