Oestara: il ritorno alla vita
L’Equinozio di Primavera – festa di Oestara per i nostri antenati – veniva celebrato il 21 di Marzo, momento in cui il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio fra loro. La parola equinozio deriva dal latino “equss nox” (“uguale notte”) e nell’antica Roma l’anno aveva inizio proprio nel mese di Marzo, dedicato a Marte, padre dei gemelli fondatori della città. La tradizione racconta che, per festeggiare questo particolare evento, venissero accesi dei fuochi all’alba (simbolo di vita rinnovata) per favorire la protezione del raccolto. A livello simbolico l’Equinozio celebra il ritorno della primavera in cui la Dea scende negli inferi e si onora Madre Terra per la sua fertilità. Questa festa ha un grande valore soprattutto nel paganesimo dell’area mediterranea, nel quale già all’Equinozio il ritorno della bella stagione e il rinnovarsi della natura è più evidente. Esso segna, inoltre, un momento di unione cosmica e si collega al matrimonio simbolico fra una divinità maschile legata al sole e una divinità femminile legata alla Terra o alla Luna. Il Dio Sole si accoppia con la giovane Dea Terra. Durante questo giorno venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e la leggenda racconta che più a lungo rimanevano accesi, più abbondante sarebbe stato il raccolto, inoltre si irrigavano i campi, mentre i Druidi compivano i loro rituali sfruttando la perfetta corrispondenza tra ore solari e notturne.
Oestara fra miti e leggende
Il nome Oestara proviene dal latino, ed era il nome della Dea della Primavera Eostre: questa Dea è collegata ad un’antica leggenda, la quale narra di un coniglietto che voleva molto bene a Eostre e che, quindi, lasciava in giro per il bosco uova sacre dipinte con i colori dell’arcobaleno in suo onore. Quando il coniglietto si presentò dinnanzi alla Dea con i suoi doni, lei fu così felice che desiderò condividere la sua gioia con tutti gli abitanti della Terra, chiedendo così al suo piccolo amico di andare in giro per il mondo a regalare le sue bellissime uova colorate.
L’uovo è un grande simbolo di nuova vita e di rinascita che segna il passaggio tra l’Inverno (il buio, il gelo) e l’esplosione di colori e gioia della Primavera. Sembra sia sempre stato un simbolo di fertilità e decorato con colori brillanti e cerchi che rappresentavano i cicli di vita, morte e rinascita. Il tuorlo dorato raffigurava il Dio Sole e l’argenteo albume, invece, la Dea Bianca: il tutto è il simbolo della rinascita. I conigli, infine, simboleggiavano la fertilità, soprattutto perché un tempo gli antichi utilizzavano l’immagine di un coniglio nella Luna piena proprio per rappresentare la Dea.
Consigli per festeggiare Oestara
Se desideriamo festeggiare L’Equinozio possiamo fare delle semplici azioni, ricordandoci della grande energia di rinnovamento che questo evento comporta. Vediamo quali: possiamo, ad esempio, svuotare i cassetti e gli armadi liberandoci di quegli oggetti che oramai non servono più e che fanno ristagnare l’energia nelle nostre case o, ancora, possiamo riempire la casa con i nostri fiori preferiti oppure stendere una tovaglia verde e decorare la tavola con cura, accendendo delle candele color pastello. Un’altra interessante pratica è quella di piantare dei semi in giardino con l’intento di crescere le piantine che nasceranno con amore e cura. Possiamo creare delle decorazioni con le nostre mani, oppure possiamo dipingere delle uova con i colori dell’arcobaleno. Possiamo, inoltre, meditare sull’immagine dei semi che germogliano, sui nuovi inizi, su un’alba nascente… oppure possiamo fare qualcosa di nuovo, mai fatto prima, sotto un cielo stellato in compagnia delle persone care. La cosa più importante è non mettere limiti alla propria fantasia e fare anche la più piccola azione col cuore e con consapevolezza, accogliendo questa energia con gioia. Oestara è il tempo in cui Madre Terra si risveglia e si mostra in tutta la sua bellezza, un’ esplosione di colori, di profumi e di suoni che ci invita a danzare e a cantare con essa… entriamo quindi nel vortice di questa magica energia e affidiamoci alla sua infinita saggezza. Che questa festività possa portare tanta luce nelle vostre vite!
Alice★

grazie Alice, buona Oestara e buon ritorno della luce!
RispondiEliminaEostre non è affatto una parola latina, né una festività romana .Eostre era la dea Sassone germanica Ostara! In Grecia Estia,nell'impero romano troviamo Vesta, dove le vestali nei tempi avevano il compito di tenere il fuoco sempre acceso e di custodirlo in nome della dea da cui prendono il nome, spento nel 391dc da Teodosio perché considerato un culto Pagano! Celebrato oltretutto dal 9 al 15 giugno .Anche i romani sono stati pagani prima dell'anno 0 e hanno mantenuto nella storia molte divinità ma lasciamo a loro le proprie , basta anche soltanto andare su Wikipedia e scrivere mitologia romana per rendersi conto delle informazioni errate che si cerca di fare passare e renderle proprie ad un popolo che di storia ne ha già tanta. Sarebbe opportuno scrivere le fonti di ciò che prendete. L'equinozio di primavera viene assorbito poi come Pasqua cristiana che ne "ruba" la simbologia di rinascita dell'uovo cosmico, sia del coniglio, ed avviene la prima domenica successiva al giorno di luna piena dopo l'equinozio . Parliamo di una tradizione Nord Europea dove le terre fredde che assaporavano i primi raggi del sole dopo Imbolc accolgono i giorni di equinozio celebrando questa divinità raffigurata con una testa di Lepre o della dea Eostre con una lepre . Ostara nell'antico druidismo celtico chiamata Alban Eilir apriva la stagione della semina, rinascita e rinnovamento fisico e spirituale.I britannici considerando questo animale sacro alla dea, che durante l'equinozio non poteva essere cacciato, potevano cibarsene soltanto al sabba successivo Beltane, la festa del fuoco di Bel in cui troviamo il coniglio come piatto rituale . La leggenda del coniglio parla della dea Eostre che nel risvegliare la terra dal lungo inverno incontra una colomba ferita che trasformò in un coniglio e nel momento della sua massima fertilità depose un uovo
RispondiEliminaGrazie per la precisazione. L'anonimato comunque non le rende giustizia. Prefereriremmo sapere con chi parliamo.
RispondiEliminaMi dispiace che non abbiate visualizzato il nome nonostante sia stato inserito, le informazioni corretta sono doverose, è fare disinformazione culturale che non giova, quello che rammarica è vedere la totale mancanza dell'argomento nordico tra l'altro, tanto come la runa che porta il nome di questo blog.
RispondiEliminaCapisco perfettamente il suo sentire. Fehu è simbolo di infinite possibilità, questo vuole essere questo blog. Ogni articolo è libero per il suo autore e libero resterà. Ciascuno porta la sua esperienza rispetto a ciò che scrive e quindi a volte può risultare parziale. La sua precisazione rispetto al mondo nordico resta e verrà visualizzata insieme alle informazioni scritte da Alice. Non verrà eliminato, quindi il cerchio è completato. La ringraziamo per il tempo impiegato.
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